Ciao Salvatore, per quanto riguarda il tuo problema possono essere diverse le figure che ti possono aiutare, dal fisioterapista sportivo, all’osteopata, al medico sportivo. Sicuramente la cosa migliore è fare un indagine per capire da dove deriva il tuo problema e di evitare il fai da te che spesso conduce in un vicolo cieco con stop anche lunghi.
Ciao Cristina, ci dispiace della tua mancata partecipazione a Torino, anche perché sappiamo bene la mole di lavoro che c’è dietro la preparazione di una maratona. Per quanto riguarda il tuo problema pur non essendo degli specialisti della riabilitazione penso che il percorso riabilitativo deve essere oculato e condiviso con un terapista del settore anche per ritornare al meglio a fare ciò che si vuole
Ciao Michela, innanzi tutto complimenti per il percorso che hai fatto, e da buon runner capisco la tua esigenza di volerti confrontare con te stessa e anche con gli altri in una competizione. Gli step per disputare una competizione ufficiale sono:
1. sostenere la visita medico-sportiva agonistica,
2. iscriversi presso un associazione sportiva riconosciuta e così avere il diritto a poter gareggiare in qualsiasi manifestazione ufficiale in tutto il mondo….
In bocca al lupo!!!
Ciao Santi, intanto ti ringrazio per averci fatto partecipe della tua esperienza che senza ombra di dubbio è positiva e di esempio per tutti noi. Concordo con te che alimentazione, nutrizione e buon allenamento, supportati da una energia positiva e propositiva sono la miscela vincente per affrontare non solo questo sport ma la vita in genere! Grazie!
Ciao Roberto, intanto concordo la scelta fatta, cioè lasciare il calcio e dedicarsi al running, anche perché spesso ( a livello fisico, per traumi subiti) crea diversi problemi.
Venendo al tuo problema ovviamente è fondamentale fare una diagnosi per capire da dove deriva il problema, li ti potrà essere di maggiore aiuto uno specialista del settore.
Noi possiamo provare ad abbozzare un'ipotesi con le dovute riserve. Visto che sei un veterano sicuramente avrei preso in considerazione i primi elementi, come cambio calzatura, cambio del terreno in cui corri, se dopo la terapia hai modificato il tuo modo di correre. Per quanto riguarda i gambali conosco molte persone che ne hanno tratto beneficio ed altri a cui non hanno dato alcun beneficio, quindi molto soggettivo come espediente.
Ciao Rob, benvenuto fra gli amanti del running.
Le tue perplessità sulle scarpe sono doverose per un novizio. Iniziamo dalle sigle:
A1= superleggera (generalmente è una scarpa per correre a ritmi veloci e su superfici regolari, importante non avere problemi d’appoggio o una struttura fisica eccessiva.).
A2= scarpa intermedia (riferita al peso per lavori veloci o anche per gare, utilizzate da soggetti che hanno una struttura leggera e un buon appoggio al suolo).
A3 = massimo ammortizzamento (i modelli di massimo ammortizzo vanno bene a tutti e rappresentano una categoria di calzature tra le più indossate. Come dice la parola stessa offrono un buon ammortizzamento al suolo).
A4= stabili (sono modelli confortevoli, utilizzare scarpe stabili in assenza di problemi specifici). Indipendentemente dal ritmo, nell'allenamento, un atleta di peso tra i 50 kg e 75 kg con appoggio neutro dovrà scegliere una massimo ammortizzo A3, in gara, si potrà orientare verso delle intermedie o superleggere. Oltre i 75 kg, specie se con velocità di gara piuttosto blande, si presume che il peso sul piede determini un appoggio quasi totale della pianta sulla superficie di appoggio; in tal caso, sarebbe consigliato utilizzare una scarpa stabile A4.
Ciao Cinzia, da amante della corsa posso comprendere il tuo disagio e lo stato d’animo angoscioso che provoca il non poter correre, ma a volte la soluzione migliore è anche quella più sofferta. Questo per dirti che per un runner che presenta il tuo problema il fattore riposo/terapia è fondamentale fino ad una repentina guarigione. Questo non significa che bisogna stare fermi!!! Ci sono soluzioni alternative fino alla soluzione del problema, come lavoro in acqua (anche la corsa, con giubbotto che permette il galleggiamento e su acqua alta senza appoggio, oppure bicicletta o ciclette. Il tutto da concordare con il proprio terapista.
Ciao Cinzia. Da fisioterapista il consiglio sarebbe veramente quello di stare a riposo...ma capisco benissimo il tuo stato d'animo. Potresti provare con un tape e con degli integratori antiinfiammatori tipo Wobenzym vital...anche 8 compresse al giorno; ghiaccio quando riposi e non camminare scalza in casa! Auguri.
Il mio consiglio è di andare in un buon negozio per runners e chiedere lumi. Magari fare anche una prova sul tapis roulant e dell'appoggio del piede x vedere se sei un runner neutro o pronatore. Cmq prima di fare il nuovo acquisto prova tutte le scarpe del negozio...cerca di "sentire" le tue...!
Buone corse
Ciao Salvatore, per quanto riguarda il tuo problema possono essere diverse le figure che ti possono aiutare, dal fisioterapista sportivo, all’osteopata, al medico sportivo. Sicuramente la cosa migliore è fare un indagine per capire da dove deriva il tuo problema e di evitare il fai da te che spesso conduce in un vicolo cieco con stop anche lunghi.
Ciao Cristina, ci dispiace della tua mancata partecipazione a Torino, anche perché sappiamo bene la mole di lavoro che c’è dietro la preparazione di una maratona. Per quanto riguarda il tuo problema pur non essendo degli specialisti della riabilitazione penso che il percorso riabilitativo deve essere oculato e condiviso con un terapista del settore anche per ritornare al meglio a fare ciò che si vuole
Ciao Michela, innanzi tutto complimenti per il percorso che hai fatto, e da buon runner capisco la tua esigenza di volerti confrontare con te stessa e anche con gli altri in una competizione. Gli step per disputare una competizione ufficiale sono:
1. sostenere la visita medico-sportiva agonistica,
2. iscriversi presso un associazione sportiva riconosciuta e così avere il diritto a poter gareggiare in qualsiasi manifestazione ufficiale in tutto il mondo….
In bocca al lupo!!!
Ciao Santi, intanto ti ringrazio per averci fatto partecipe della tua esperienza che senza ombra di dubbio è positiva e di esempio per tutti noi. Concordo con te che alimentazione, nutrizione e buon allenamento, supportati da una energia positiva e propositiva sono la miscela vincente per affrontare non solo questo sport ma la vita in genere! Grazie!
Ciao Roberto, intanto concordo la scelta fatta, cioè lasciare il calcio e dedicarsi al running, anche perché spesso ( a livello fisico, per traumi subiti) crea diversi problemi.
Venendo al tuo problema ovviamente è fondamentale fare una diagnosi per capire da dove deriva il problema, li ti potrà essere di maggiore aiuto uno specialista del settore.
Noi possiamo provare ad abbozzare un'ipotesi con le dovute riserve. Visto che sei un veterano sicuramente avrei preso in considerazione i primi elementi, come cambio calzatura, cambio del terreno in cui corri, se dopo la terapia hai modificato il tuo modo di correre. Per quanto riguarda i gambali conosco molte persone che ne hanno tratto beneficio ed altri a cui non hanno dato alcun beneficio, quindi molto soggettivo come espediente.
Ciao Rob, benvenuto fra gli amanti del running.
Le tue perplessità sulle scarpe sono doverose per un novizio. Iniziamo dalle sigle:
A1= superleggera (generalmente è una scarpa per correre a ritmi veloci e su superfici regolari, importante non avere problemi d’appoggio o una struttura fisica eccessiva.).
A2= scarpa intermedia (riferita al peso per lavori veloci o anche per gare, utilizzate da soggetti che hanno una struttura leggera e un buon appoggio al suolo).
A3 = massimo ammortizzamento (i modelli di massimo ammortizzo vanno bene a tutti e rappresentano una categoria di calzature tra le più indossate. Come dice la parola stessa offrono un buon ammortizzamento al suolo).
A4= stabili (sono modelli confortevoli, utilizzare scarpe stabili in assenza di problemi specifici). Indipendentemente dal ritmo, nell'allenamento, un atleta di peso tra i 50 kg e 75 kg con appoggio neutro dovrà scegliere una massimo ammortizzo A3, in gara, si potrà orientare verso delle intermedie o superleggere. Oltre i 75 kg, specie se con velocità di gara piuttosto blande, si presume che il peso sul piede determini un appoggio quasi totale della pianta sulla superficie di appoggio; in tal caso, sarebbe consigliato utilizzare una scarpa stabile A4.
Ciao Cinzia, da amante della corsa posso comprendere il tuo disagio e lo stato d’animo angoscioso che provoca il non poter correre, ma a volte la soluzione migliore è anche quella più sofferta. Questo per dirti che per un runner che presenta il tuo problema il fattore riposo/terapia è fondamentale fino ad una repentina guarigione. Questo non significa che bisogna stare fermi!!! Ci sono soluzioni alternative fino alla soluzione del problema, come lavoro in acqua (anche la corsa, con giubbotto che permette il galleggiamento e su acqua alta senza appoggio, oppure bicicletta o ciclette. Il tutto da concordare con il proprio terapista.
Ti ringrazio di cuore e speriamo bene ehehh
Ciao Cinzia. Da fisioterapista il consiglio sarebbe veramente quello di stare a riposo...ma capisco benissimo il tuo stato d'animo. Potresti provare con un tape e con degli integratori antiinfiammatori tipo Wobenzym vital...anche 8 compresse al giorno; ghiaccio quando riposi e non camminare scalza in casa! Auguri.
Il mio consiglio è di andare in un buon negozio per runners e chiedere lumi. Magari fare anche una prova sul tapis roulant e dell'appoggio del piede x vedere se sei un runner neutro o pronatore. Cmq prima di fare il nuovo acquisto prova tutte le scarpe del negozio...cerca di "sentire" le tue...!
Buone corse