Durante una maratona il contributo delle proteine è notevole

Consumo energetico durante una maratona: le proteine

di Salvatore Pisana - Lun, 20/05/2013 - 08:00

In un precedente articolo, abbiamo avuto modo di spiegare che la miscela di carburante durante una maratona è prevalentemente composta da glicogeno e grassi. Molto spesso viene quindi trascurato il problema dell'utilizzo delle proteine durante una gara di lunga resistenza.

Tuttavia, in un impegno fisico notevole come quello della maratona, il contributo che può essere dato dalle proteine deve essere tenuto in considerazione, tanto più che l'apporto di queste ultime può essere valutato in una percentuale che va dal 5 al 10 per cento.

Durante uno sforzo come la maratona, a fronte delle difficoltà da parte dell'organismo di utilizzare glicogeno che non sia nelle fibre muscolari rosse, rimane invece la possibilità di rifornire efficacemente con amminoacidi (i mattoni più piccoli che costituiscono le proteine) le cellule maggiormente impegnate nelle contrazioni muscolari, cioè le fibre rosse. Tutto ciò evidenzia ancora di più l'importanza dell'apporto energetico di origine proteica nella nostra alimentazione. Un'alimentazione troppo sbilanciata verso l'apporto dei carboidrati non si dimostra una strategia vincente.

La quantità di proteine direttamente utilizzabili a fini energetici è comunque estremamente esigua. Vi sono, tuttavia, piccole quantità di amminoacidi pronti all'utilizzo che si trovano disponibili nei vari tessuti.


Altra energia di origine proteica la si può ricavare dalle proteine che costituiscono la struttura muscolare, ma risulta evidente che se viene intaccato il muscolo si ha come conseguenza che quest'ultimo perderà in termini di efficienza.

Supponendo che un maratoneta di 70 kg spenda più di 2.500 chilocalorie per portare a termine una maratona e partendo dal dato empirico che il nostro atleta utilizzerà come materiale energetico le proteine nella misura del 7 %, risulta evidente che necessitano 50 grammi di proteine per portare a termine la gara.

Supponendo ancora che questa quantità venga estratta direttamente dal muscolo e considerando che le proteine rappresentano soltanto il 20 % del peso del muscolo (essendo la restante parte costituita da acqua) l'atleta si ritroverà al termine della prestazione con 200 grammi di muscoli in meno.

Nella realtà la perdita di sostanze proteiche non è così forte perchè esistono le limitate scorte di amminoacidi liberi, già menzionate.

E' indubbio comunque che quando lo sforzo è intenso e prolungato, si verifica nel muscolo un processo di necrosi, in altre parole, il muscolo mangia le proteine che lo compongono per produrre energia.

Gli amminoacidi particolarmente utilizzati durante la sintesi proteica del muscolo sono gli amminoacidi a catena ramificata, cioè la valina, la leucina, e l'iseleucina.

E' stato inoltre rilevato che durante lo sforzo fisico nel nostro organismo si verifica una drastica riduzione dei processi di sintesi proteica. Viene così fortemente rallentato il processo anabolico, cioè di ricostruzione del tessuto muscolare danneggiato da uno sforzo. Tale processo riprenderà quando saranno ristabilite le condizioni di riposo del muscolo interessato.

Ritratto di Salvatore Pisana
Laureato in scienze motorie, è allenatore di mezzofondo di fama nazionale
Facebook profile

Scrivi un commento

Accedi o Registrati per inserire il tuo commento.
X

Ricevi un nuovo articolo ogni settimana

Iscriviti alla Newsletter