Running Italia

Atletica, podismo e allenamento per i runners

Tieni il ritmo e corri fino in fondo

di Andrea Cassanelli - Ven, 18/01/2019 - 17:44
Allenare il ritmo richiede costanza: imparando a gestire i ritmi si acquisisce una maggiore conoscenza delle capacità del proprio corpo

Nel mezzofondo e nelle lunghe distanze, uno degli aspetti di maggiore importanza per l’atleta riguarda la gestione del ritmo. Questo vale sia per il jogger della domenica che per l’atleta affermato. Capita anche ai migliori di partire troppo forte e non riuscire poi a mantenere il ritmo prefissato, andando incontro ad un crollo fisiologico e verticale della prestazione.

Mentre l’atleta affermato o di esperienza conosce e si allena per gestire il ritmo con sedute specifiche, più difficile è apprenderlo senza avere un allenatore che vi segua pedissequamente durante la vostra crescita sportiva, anche a livello di semplici jogger. Imparando a gestire i ritmi si impara ad amare la corsa, cerchiamo quindi di fornire qualche indicazione per affrontare nel modo giusto il ritmo di corsa.


Tieni il ritmo!


Orologio con GPS

Ne esistono di varie marche, modelli e prezzi. E’ il metodo più semplice per gestire i ritmi di corsa, in quanto avremo sempre sotto controllo l’andatura che stiamo mantenendo, permettendoci di rallentare qualora fossimo troppo esuberanti. Una piccola, ma non banale accortezza, è quella di tenere sotto controllo non il ritmo istantaneo o di media sulla corsa totale, ma quello sul mille che state percorrendo. I GPS hanno la possibilità di settare i quadranti e mostrarvi varie tipologie di ritmo. Monitorando quello istantaneo, non si ha una grande precisione, rilevando notevoli e rapide oscillazioni, mentre quello del ritmo dall’inizio della seduta risente della partenza da fermo. In sostanza, il ritmo sul mille permette una maggiore affidabilità, ed azzerandosi per l’appunto ogni 1000 metri ci permetterà di monitorare sempre il ritmo medio ed in particolare su quello che state affrontando in quel momento.


Cardiofrequenzimetro

Anche in questo caso ne abbiamo per tutti i gusti e tasche, con prezzi d’ingresso bassissimi. In questo caso dovremo tenere monitorata la nostra frequenza cardiaca che in base alla nostra età si differenzia nelle specifiche fasce di lavoro. Esistono varie tabelle per orientarsi sulle frequenze da mantenere, come ad esempio questo modello sotto riportato. Niente di eccezionale o complesso, ma permette di capire se si sta esagerando con il ritmo della corsa che per un neofita è veramente importante.


Corsa in compagnia

In questo caso sarà importante parlare con il proprio compagno. Il dialogo permetterà di gestire l'andatura di conseguenza e non consentirà di esagerare. Nel caso stessimo eccedendo, non saremo più in grado di sostenere il discorso, andando per monosillabi. A quel punto potremo rallentare riprendendo fiato e il filo del discorso.


Misurando il percorso

Anche questo metodo, pressoché a costo zero, permette di controllare la propria velocità facilmente. Dovremo misurare il tragitto che facciamo di solito, percorrendolo in precedenza con una bicicletta (dotata di contachilomentri), scooter od auto, avendo l’accortezza di segnarlo ogni 500 metri, almeno per una distanza di 3 km. In questo modo avremo dei riferimenti fissi sui quali misurare il nostro ritmo. Dovendo mantenere un'andatura di 6’ al km, ad esempio, dovremo passare al 500 in 3’ ed in caso di profonde differenze dall’obiettivo avremo ancora la possibilità di correggerlo.


Ora non abbiamo più scuse, se esagereremo con la velocità di corsa millantando un eccessivo ottimismo, sarà perché lo abbiamo voluto noi!


Ritratto di Andrea Cassanelli
Atleta e Tecnico Fidal tesserato per la S.G. La Patria Carpi
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