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La reintegrazione durante l'attività fisica

di Salvatore Pisana - Mar, 18/06/2013 - 18:33
La reintegrazione durante l'attività fisica

L’acqua rappresenta un costituente fondamentale per la vita dell’individuo. La sua assenza non è tollerabile e provoca la morte in un periodo relativamente breve.

L’acqua costituisce il 40 - 70% della massa corporea dell’individuo e varia, nei diversi tessuti, in relazione all’età, al sesso e al peso corporeo. Un soggetto normale ha bisogno di circa 2,5 – 3 litri d’acqua al giorno per bilanciare i fluidi che l’organismo perde attraverso:

- il sudore (500-1000 ml/die),

- le urine (1000-1500 ml/die),

- le feci (100-200 ml/die),

- la respirazione (250-300 ml/die).

La rapidità di assimilazione dell’acqua da parte dell’organismo dipende dalla velocità di svuotamento gastrico e dalla velocità di assorbimento intestinale.


L’OSMOLARITA’

E’ importante che le concentrazioni dei soluti in alcune bevande non siano tali da rendere la soluzione ipertonica rispetto al lume intestinale poiché, in tal caso, in corrispondenza della membrana delle cellule intestinali, si verifica un’inversione del gradiente osmotico che favorisce un richiamo d’acqua nel lume intestinale.

Ciò può determinare l’insorgenza di una sintomatologia caratterizzata da crampi addominali, nausea e diarrea, con influenze negative sullo stato di idratazione dell’atleta.

Una soluzione si definisce isotonica quando ha la stessa concentrazione del sangue, cioè tra 280 e 330 milliosmoli per litro (mOsm/l).

Una soluzione si definisce ipotonica quando ha una concentrazione inferiore a 280 mOsm/l.

Una soluzione si definisce ipertonica quando ha una concentrazione superiore a 330 mOsm/l.

La Tabella 1 riporta la composizione di alcune bevande commerciali, comunemente utilizzate durante un esercizio fisico.


LA SUDORAZIONE

Durante un esercizio muscolare si produce un incremento della produzione di calore (termogenesi) con conseguente aumento della temperatura corporea interna.

L’organismo, quindi, deve attivare dei meccanismi di termodispersione che devono essere in grado di indurre una adeguata riduzione della temperatura corporea.

Il meccanismo più efficace in tal senso è la sudorazione.

Il sudore viene prodotto da ghiandole esocrine specializzate, dette sudoripare.

Nel corso di una prestazione sportiva eseguita con una temperatura di 15 °C ed un tasso di umidità del 30%, la sudorazione garantisce una termodispersione ottimale.

A 30 °C, sempre con un’umidità del 30%, il sudore prodotto dall’organismo compensa solo in parte il calore prodotto.

Quando la temperatura è ancora di 30 °C ma l’umidità è dell'85%, il sudore evapora ancor meno causando notevole difficoltà a disperdere calore (rischio di colpo di calore).

La sudorazione comporta una perdita di acqua e sali minerali.

Se ci si limita a bere acqua, si reintegra l’acqua perduta ma non i sali minerali e, in questo modo, si determina una progressiva riduzione degli elettroliti circolanti.

In particolare è temibile una riduzione della concentrazione di sodio nel plasma, detta iponatriemia o “intossicazione da acqua”.

Foto

Tabella 1 - Composizione di alcune bevande commerciali
Ritratto di Salvatore Pisana
Laureato in scienze motorie, è allenatore di mezzofondo di fama nazionale
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