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La valutazione posturale e biomeccanica nel Runner

di Mattia Roppolo - Mar, 28/03/2017 - 18:40
Postura e biomeccanica: come incidono sul gesto, la performace e sul rischio di infortuni da stress ripetuti?
Valutazione posturale e biomeccanica

Molto spesso nel mondo del Running si sente parlare dell’importanza della postura e della biomeccanica...ma cosa sono? E come incidono sul gesto, sulla performance e sul rischio infortuni da stress ripetuti?
Per prima cosa, è bene chiarire che postura, biomeccanica, performance e infortuni sono spesso legati da un sottile filo rosso. Ciò che unisce il tutto è il sovraccarico funzionale.
E’ ormai noto che il Runner, di qualsiasi livello prestativo, sia spesso soggetto a dolori ed infortuni, che se non gestiti adeguatamente possono avere anche conseguenze piuttosto serie.
Il sovraccarico funzionale è spesso alla base di questi fastidi. Nella sostanza, il nostro modo di correre fa si che ci possano essere alcune zone del corpo che debbano gestire uno “stress” eccessivo. Questa condizione è chiamata sovraccarico funzionale.
Il sovraccarico funzionale è spesso legato alla nostra postura ed appunto alla nostra meccanica di corsa.


Come si definisce la postura?

La postura è la posizione che il nostro corpo assume nello spazio. La postura è un adattamento del nostro corpo al carico da gestire (forza di gravità), agli squilibri muscolo-scheletrici, ed a tutti gli eventi interni ed esterni che possono interagire con il nostro organismo. L’atteggiamento del nostro corpo è garantito dal sistema posturale che è un insieme di complesso di strutture appartenenti al sistema nervoso (centrale e periferico). Non esiste una postura completamente simmetrica o in equilibrio (che renderebbe il nostro corpo statico senza nessuna possibilità di movimento) ma esistono strategie di compenso posturale che possono essere gestite al meglio senza causare alcun tipo di problema. In altri casi invece, il corpo, avendo “finito” le possibilità di compenso funzionali, tende a sovraccaricare una struttura specifica dell’organismo (es. ginocchio) portando a lungo andare una condizione disfunzionale che può portare all’infortunio.


Cosa si intende per biomeccanica di corsa?

La biomeccanica di corsa riguarda invece le componenti dinamiche durante il gesto specifico. Nello specifico la biomeccanica si focalizza sui movimenti del corpo (cinematica) e sulle forze che producono tali movimenti (dinamica). In particolare la biomeccanica è espressione delle diverse componenti posturali, dello stato di tensione muscolare, della mobilità delle articolazioni e delle abilità coordinative del soggetto. Anche in questo caso, una biomeccanica di corsa non efficace può comportare diverse problematiche al Runner: in primis un costo energetico di corsa più elevato a parità di velocità ed in seconda battuta anche traumi ripetuti eccessivi e non dissipati su di una o più strutture muscolo-scheletriche.


Perchè valutare postura e biomeccanica di corsa?

Postura e biomeccanica regolano il nostro modo di correre, la nostra tecnica di corsa, la nostra capacità di “spendere” meno energie possibili dissipando o compensando al meglio gli impatti a livello muscolo-articolare. E’ quindi estremamente importante per qualsiasi Runner (dal neofita al professionista) svolgere regolarmente un check-up posturale e biomeccanico per analizzare al meglio il proprio gesto, poter correggere eventuali asimmetrie o aree in sovraccarico funzionale e migliorare l’efficienza del gesto. Nella sostanza, con questa analisi si avrà la possibilità di migliorare la performance e prevenire la maggior parte degli infortuni da stress (traumi ripetuti) correlati alla corsa.


Valutazione posturale e biomeccanica del Runner

Ecco una proposta operativa di valutazione posturale e biomeccanica del Runner.
Nello specifico questo tipo di valutazione si compone di 4 fasi:

Fase 1. Analisi posturale statica, che permette di individuare in statica eretta (in piedi nella posizione più naturale possibile) se esistono delle aree che non seguono uno schema posturale funzionale. In questo caso molta attenzione viene rivolta sulle traslazioni laterali e alle rotazioni dei segmenti corporei. Viene inoltre indagata la generale armonia delle curve fisiologiche della colonna vertebrale. Molta attenzione è inoltre posta sull’appoggio del piede e sulle sue componenti di pronazione-supinazione e rotazione interna-esterna. Infine, si analizza lo “sbilanciamento” del baricentro che permette di indagare una postura in anteriorità o posteriorità.


Fase 2. Analisi posturale dinamica, è svolta facendo eseguire al Runner alcuni movimenti che permettono di identificare le aree in restrizione di mobilità. In questo caso vengono svolti dapprima alcuni movimenti attivi per la valutazione della componente articolare (flessione anteriore del tronco, flessione laterale del tronco, rotazioni della colonna, flessione dell’anca ecc) dopodiché si procede con test di mobilità passiva, che nel caso del Running, si devono concentrare principalmente dell'arto inferiore. In questo caso si valuteranno aree con un range articolare ridotto e soprattutto si andrà ad indagare la presenza di retrazioni muscolari che possono inficiare il gesto tecnico. In questo senso sono tipiche le retrazioni del bicipite femorale o dell’ileo-psoas.


Fase 3. Analisi stabilometrica, che permette tramite specifiche pedane e annesso software, di individuare la distribuzione dei carichi sui piedi individuando quale piede sta “gestendo” un carico maggiore, distinguendo anche tra un sovraccarico nel quadrante anteriore (avampiede e mesopiede) o posteriore (tallone). Inoltre con la stabilometria si rileva la posizione del centro di pressione (CoP) che è la proiezione del baricentro a terra. In una condizione neutra il CoP dovrebbe cadere esattamente a metà dei due piedi all’altezza dei malleoli tibiali. Senza quindi spostamenti antero-posteriori o laterali. Infine, l’analisi stabilometrica (che può essere svolta ad occhi aperti o chiusi e in una condizione mono o bi-podalica) restituisce anche una informazione di oscillazione del CoP sia in antero-posteriorità che in lateralità. Questa informazione è molto utile per identificare una eventuale instabilità propriocettiva della caviglia.



Analisi stabilometrica

Immagine 1. Analisi stabilometrica (riquadro a sinistra), che evidenzia un maggiore carico sui quadranti posteriori e principalmente sul piede sinistro. Il CoP (riquadro a destra) è posizionato nel quadrante posteriore sinistro.

Fase 4. Analisi biomeccanica, che viene svolta solitamente sul treadmill ad una velocità di corsa media (circa il 5% più lento della soglia anaerobica). In questa analisi, tramite l’utilizzo di barre ad infrarossi, si misurano tutte le fasi della corsa. Indagando i tempi di contatto, di volo, di spinta e di appoggio dei piedi. In questo senso, l’analisi di questi parametri biomeccanici permette di identificare la simmetria degli arti durante il movimento specifico di corsa. Durante questo test è inoltre utile svolgere un video analisi del movimento, che tramite appositi software permette di individuare gli angoli articolari nelle varie fasi di corsa (fase di volo, fase di contatto, fase di appoggio, fase propulsiva). Con queste indicazioni si estraggono i parametri essenziali per capire “come corre” il Runner, analizzando anche l’eventuale pronazione della caviglia ed i compensi posturali e le asimmetrie in fase di corsa.



Analisi biomeccanica

Immagine 2. Analisi biomeccanica, con valutazione tramite video analisi della corsa dell’angolo articolare tra femore-tibiale.


E poi…?

Una volta che si possiedono tutti questi dati come ci si comporta?
Intanto è utile (se non fondamentale) per ogni Runner essere a conoscenza del proprio stile di corsa e delle modalità di adattamento posturale durante il carico. Queste informazioni possono quindi essere direttamente utilizzabili dall’atleta per riuscire a migliorare la propria biomeccanica evitando di insorgere in sovraccarichi funzionali.
Inoltre, con tutti i dati estratti dalla valutazione posturale-biomeccanica sarà possibile intervenire precocemente in termini di ginnastica posturale, preparazione atletica generale ed eventualmente con trattamenti osteopatici per ridurre al minimo il sovraccarico funzionale e gestire al meglio la componente muscolare.
Questo percorso permette da un lato di allontanare il rischio di infortuni e dall’altro di migliorare la propria performance per via del minor dispendio energetico richiesto durante il gesto specifico.

Mattia Roppolo, PhD, è Chinesiologo (laurea in scienze motorie) e Osteopata (DO). Si occupa anche di allenamento e preparazione atletica per le discipline di Mezzofondo/Fondo, Trail Running e Triathlon. È l’ideatore e sviluppatore del progetto “...

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Commenti

Buongiorno Mattia. È preferibile la Fisioterapia o l'osteopatia? Come mai? Quali sono le differenze? Grazie
Buongiorno Beniamino, riguardo alla tua domanda, facendo riferimento all'articolo, si parla degli aspetti posturali e biomeccanici durante il gesto della corsa. Il consiglio di una valutazione osteopatica è pertanto indicato in termini preventivi, quando quindi non sono presenti patologie/infortuni, che invece richiedono in prima battuta un un approccio medico specialistico e fisioterapico. Proprio come specificato nell'articolo, il lavoro dell'osteopata in ambito sportivo, e nello specifico nel running, è invece, a mio avviso, consigliato per una valutazione della gestione del carico, per ridurre il sovraccarico funzionale e quindi evitare il rischio di infortuni da stress.