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Atletica, podismo e allenamento per i runners

Problemi all’anca per il runner e come risolverli

di Daniel Di Segni - Mer, 04/10/2017 - 16:13
Esaminiamo insieme al fisioterapista Dott. Daniel Di Segni i possibili problemi all'anca che alterano il gesto della corsa per un runner e come risolverli
Problemi all’anca per il runner e come risolverli

Quando si corre, le gambe e la mente cominciano a viaggiare senza focalizzarsi su qualcosa in particolare, vanno e basta. Se da una parte questa completa assenza di attenzione e libertà genera in noi un benessere e un riposo mentale, certo non si può dire anche sulla modalità di corsa che uno sportivo attua durante l'allenamento.

Ecco infatti accadere molto spesso una serie di piccoli impedimenti nella corsa che minano non solo l'esecuzione del gesto, ma che rendono l'allenamento e la seduta poco confortevole.


Uno dei problemi più frequenti che ho potuto riscontrare è quello legato all'articolazione dell'anca: quest'articolazione è composta da una componente sferica (la testa del femore) che si relaziona con una cavità (l'acetabolo) e che permette un completo carico nell'arto inferiore relazionando quindi in maniera importante con il bacino.

L'articolazione dell'anca infatti svolge un importante ruolo nella ripartizione delle forze provenienti dal basso e verso l'alto (e viceversa) verso la muscolatura e le restanti articolazioni dell'arto inferiore, rendendola però spesso soggetta ad una serie di limitazioni che possono portare anche a condizioni più importanti.

Come spesso accade per altre articolazioni, non è raro trovare una condizione di disallineamento della testa del femore: questa condizione è abbastanza importante in quanto l'estremità superiore del femore entra in conflitto con il bordo dell’acetabolo, andando quindi a determinare un impingement acetabolare, con conseguente deterioramento della cartilagine e dell'artrosi.



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Questa condizione però è determinata sia da una alterazione genetica dell'assetto del collo del femore, ma anche dalla muscolatura del bacino e dell'anca che non lavora in maniera corretta.

Nei runner spesso è presente un forte squilibrio a livello della muscolatura dell’anca, in quanto l'attività fisica del salto tra un passo e l'altro durante la corsa genera uno squilibrio tra extrarotatori ed intrarotatori dell'articolazione coxo-femorale.

Questo inizialmente viene compensato dal sistema muscolo-scheletrico con delle modificazioni strutturali come aumento della lordosi lombare, antiversione del bacino e rotazioni del ginocchio, ma alla lunga il corpo comincia a soffrire e compare il dolore.

Proprio posteriormente all'anca esistono alcuni muscoli che tendono ad andare in sofferenza in questo genere di sport: parliamo del medio e del piccolo gluteo. Approfondisco proprio questi due muscoli perchè si sente spesso parlare di sindrome del piriforme; personalmente in anni di lavoro raramente ho trovato una sindrome del piriforme pura.


Trovo invece estremamente frequente un blocco disfunzionale dei muscoli medio gluteo e piccolo gluteo: il primo è principalmente un abduttore dell'anca mentre il secondo partecipa anch'esso all'abduzione dell'anca ma è anche un importante muscolo intrarotatore.

Spesso questa coppia di muscoli tende a bloccarsi quando l'appoggio e il tipo di andatura non sono corretti. Inoltre, questi muscoli, quando entrano in disfunzione, generano un dolore non solo a livello del gluteo, ma anche ,giù nella gamba mimando un dolore da sciatica.



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Un'altra condizione molto frequente che riscontro nei miei pazienti che praticano il running è quella dell'estrema flessione d'anca che risulta essere limitata e dolente. Questa situazione spesso non è neanche avvertita coscientemente dal paziente, che però si accorge della limitazione solo quando prova a portarsi la gamba al petto (magari per stirare un po' la colonna lombare).

A causare questo genere di condizione può essere o una rigidità della capsula articolare (una specie di manicotto fibroso che avvolge l'articolazione) oppure un blocco della muscolatura interna della coscia (adduttori).


Logicamente il mio consiglio è quello di eseguire costantemente sia prima che dopo la sessione di allenamento dello stretching non solo muscolare, ma anche articolare, cercando di far compiere all'anca tutti i gradi possibili di movimento.


Un ulteriore suggerimento che mi sento di potervi dire è di non lasciare che un dolore all'anca possa cronicizzarsi, bensì è necessario porvi rimedio appena si presenta in modo da sconfiggere il problema con poche sedute, meno dispendio economico e più sicurezza nella riuscita.


Dottore in Fisioterapia, terapia manuale, rieducazione posturale, trattamento post operatorio

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