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Atletica, podismo e allenamento per i runners

Perchè ogni runner dovrebbe correre gare di cross

di Andrea Cassanelli - Gio, 19/10/2017 - 22:48
La corsa campestre o cross costituisce un allenamento importante per chi pratica la corsa, perchè stimola potenza aerobica, forza e tecnica di corsa

Autunno, per molti atleti dediti alla corsa è sinonimo di cross o se preferite il termine italiano, di corsa campestre. Dico molti, perché in particolar modo il podista amatore, spesso snobba questo tipo di manifestazione ritenendola di nicchia od ancora peggio, di scarsa importanza per la propria attività.

Di contro, questo tipo di allenamento è estremamente importante per chi pratica la corsa, perché va a stimolare molti fattori allenanti.


Potenza aerobica – I cross provinciali che si tengono su distanze corte di 5-6 chilometri al massimo, sono l’ideale per sviluppare la potenza aerobica. In questo periodo relativamente breve di sforzo, l’apparato cardio circolatorio risulta estremamente sollecitato per far fronte all’elevata richiesta di ossigeno da utilizzare a livello muscolare periferico. Le pulsazioni rimarranno elevate per tutto il periodo della competizione, così da migliorare la capacità di reclutare e trasportare ossigeno da parte del corpo.


Forza – Solitamente i cross hanno saliscendi, ma anche se si tengono in terreni prevalentemente pianeggianti, prevedono sul percorso alcuni pendii e cambi di direzione spesso repentini. Queste caratteristiche di tracciato, combinate con il fondo sterrato, richiedono un impegno muscolare maggiore rispetto alla corsa su strada. Trattandosi del periodo autunnale e invernale, non è raro trovare i terreni fangosi o addirittura innevati. Il tutto a carico dei quadricipiti, dei polpacci ed anche delle caviglie, che vengono sollecitate notevolmente, andandole a potenziare e rinforzare. Questo utilizzo della forza, inoltre è protratto nel tempo, quindi andremo ad allenare in particolar modo la forza resistente.



cross

Tecnica di corsa – Da non sottovalutare il beneficio che si ottiene su questi tipi di percorsi in relazione alla tecnica di corsa. Abbiamo parlato di caviglie e parliamo anche di piedi. Nel cross ancor più che sulla pista, se ve non vogliamo affondare nel fango o nell’erba morbida, è necessario lavorare con la caviglia ed il piede, andando ad utilizzare la parte anteriore di quest’ultimo. Non è previsto l’appoggio del tallone, che spesso alcuni utilizzano nella corsa su strada e le scarpe chiodate che vengono usate, favoriscono l’appoggio di avampiede essendo rigide e rinforzate solo sulla parte anteriore.


Considerato il notevole impegno fisico durante una gara di cross, potrebbe risultare utile integrare la propria dieta con integratori sportivi tipo MG.K Vis, per favorire il rapido recupero delle energie spese.

Nel periodo invernale, il cross è frequentato anche da atleti di altre discipline come lanciatori, saltatori o velocisti, che durante la costruzione della base aerobica, necessaria in tutte le specialità, si dedicano a questo tipo di allenamento proprio per sfruttare le potenzialità di sviluppo che ne derivano.

Volendo scomodare nomi illustri della velocità italiana, Pietro Mennea, allenato dal professor Carlo Vittori, era solito dedicarsi in questo periodo alle corse campestri e mi sembra che aldilà delle doti personali indiscusse, qualche beneficio ne abbia tratto.

Ricordiamoci infatti che per poter sostenere sedute di allenamento impegnative nei ritmi e nel numero delle prove, è necessario poter avere delle solide fondamenta ed il cross fa parte dell’armatura necessaria per poter costruire questo basamento.


Atleta e Tecnico Fidal tesserato per la S.G. La Patria Carpi

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