corritrici

Il testosterone nella donna aiuta la corsa?

di Running Italia - Mer, 05/02/2020 - 09:53
Le giovani corritrici con alti livelli di testosterone dovrebbero correre in altre categorie? La scienza conferma l'aumento di performance

Così come si fa sempre più pressante la lotta contro l'odiosa pratica antisportiva del doping, allo stesso modo continua il dibattito sull'opportunità di continuare ad ammettere all'attività agonistica persone che presentano peculiarità fisiche naturali in grado di avvantaggiarle. Questo è il caso delle donne corritrici che, per natura, sono dotate di un alto livello di testosterone nel sangue.

Un recente studio pubblicato dal British Journal of Sports Medicine conferma che maggiori livelli di testosterone possono aumentare, in maniera anche rilevante, la resistenza e la capacità di correre più a lungo nelle giovani donne. Quegli stessi risultati mostrano anche che il testosterone può aumentare la massa muscolare, ma senza andare ad influire negativamente sul peso corporeo.

La ricerca supporta le perplessità in campo riguardo alla partecipazione delle corritrici con alti livelli naturali di testosterone alle gare di atletica e, più in generale, nelle competizioni sportive soprattutto di livello professionistico. In particolare taluni ritengono che le donne con un alto livello di testosterone tale da rientrare nel range dei livelli propri dell'uomo, non dovrebbero essere ammesse a competere contro le donne con livelli normali.

Daniele Longo, uno degli esperti di Benessere ed Integratori per la redazione di HEALTHSPRING, riconduce la risoluzione della questione ad un regolamento stilato dall’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera (IAAF) secondo il quale, per poter gareggiare, le atlete devono essere in grado di abbassare i livelli di testosterone a meno di 5 nmol per litro di sangue per le gare internazionali di media distanza. Tale decisione, che è stata criticata da molte parti, si basa sul presupposto che si tratta di livelli di ormoni naturali e che, quindi, meriterebbero di essere considerati una "dote naturale" parte della fisiologia della sportiva e non un vantaggio acquisito in modi artificiosi.





Il testosterone - viene ricordato da Daniele Longo - è un ormone che appartiene alla categoria degli androgeni (ormoni sessuali tipicamente maschili, ma importanti anche nel corpo femminile), che viene prodotto soprattutto nei testicoli sotto l'influenza di altro ormone secreto dall'ipofisi anteriore. L’adeguamento del regolamento internazionale secondo i nuovi livelli di marcatori del sangue stabiliti per i casi di iperandrogenismo femminile, entrato in vigore dal 1 novembre 2018, fu il risultato di un processo cominciato tre anni prima innescato dalla Corte per l’Arbitrato Sportivo che richiese ad IAAF di fornire ulteriori prove scientifiche sulla quantificazione del vantaggio di performance rispetto alle atlete con un normale livello di testosterone.

Sulla base delle evidenze raccolte il Consiglio IAAF approvò di rivedere le regole per le percorrenze dai 400 metri fino ad un miglio. Il Presidente IAAF dichiarò alla fine dei lavori: “Decidiamo di avere due classificazioni per le nostre competizioni - eventi maschili ed eventi femminili. Questo significa che dobbiamo essere chiari sui criteri adottati per le competizioni di queste due categorie. Abbiamo sempre creduto che il testosterone, sia prodotto naturalmente che iniettato artificialmente nel corpo, produca significativi vantaggi sulle performance”.

I ricercatori hanno testato l’impatto dei maggiori livelli di testosterone sulle prestazioni aerobiche, in particolare su donne che correvano su un tapis roulant. Hanno inoltre eseguito gli stessi test anche sulle prestazioni anaerobiche, ossia a esercizi fisici che richiedono solo brevi immissioni di energia. I test venivano accompagnati dalla misurazione della percentuale di grasso corporeo e la massa muscolare magra all’inizio alla fine del periodo di prova (10 settimane).

Ad una parte delle donne veniva somministrata una crema ormonale, mentre alle pressanti una crema inattiva. Questo ha consentito di notare che il gruppo somministrato presentava un tempo di esecuzione dell’esercizio prima di arrivare al limite della resistenza aumentava in maniera significativa (21,17 secondi, ossia 8,5%) rispetto al gruppo di controllo. Non si notavano, invece, cambiamenti significativi nelle prestazioni anaerobiche né variazioni di peso tra i due gruppi.

Tuttavia le donne che ricevevano la crema al testosterone mostravano grandi cambiamenti nella massa muscolare magra, con livelli che andavano da 923 grammi contro 135 grammi.

Per il futuro sarà interessante anche l'eventuale evidenza scientifica dell'aumento di prestazione dovuto all'attività sessuale prima delle gare, che per ora sembra dimostrato avere un impatto positivo solamente sul piano psicologico.

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