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Come comportarsi in caso di colpo della strega

di Running Italia - Gio, 16/08/2018 - 19:48
Cosa deve sapere il runner per gestire il colpo della strega e curarlo nel minor tempo possibile: cause, disgnosi, incidenza e terapia.
Colpo della strega in un runner

Il colpo della strega è un evento acuto che blocca istantaneamente i muscoli lombari. Il fenomeno è estremamente doloroso e la contrattura muscolare impedisce il movimento per diversi giorni, costringendo il runner a dover saltare le sedute di allenamento programmate per un periodo più o meno lungo.


Le cause

Alla base di un colpo della strega occasionale non ci sono condizioni patologiche acute o croniche e l’evento non comporta danni specifici ai muscoli paravertebrali coinvolti.
Invece, è importante rivolgersi al medico quando episodi di colpo della strega si presentano:

  • più volte nell’arco dell’anno;
  • regolarmente in concomitanza con una particolare attività;
  • in circostanze differenti.

È preferibile rivolgersi ad un ortopedico esperto di patologie della colonna vertebrale per approfondire la situazione con eventuali esami e indagini strumentali e per verificare la possibile presenza di malattie vertebrali o discali, che possono favorire l’infiammazione della muscolatura lombare.


La diagnosi

Linee guida di pratica clinica raccomandano di effettuare anamnesi ed esame obiettivo al fine di identificare le red flag, cioè condizioni che richiedano esami di approfondimento. Quando il dolore è cronico è importante la valutazione dei fattori psicosociali, che influiscono sul dolore e l’impiego di test specifici per individuare i disturbi associati.



colpo della strega

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Chi colpisce di più

Il colpo della strega colpisce maggiormente le persone con muscoli lombari poco elastici e tonici. Questa condizione è dovuta a:

  • ragioni costitutive;
  • scarso allenamento fisico;
  • stile di vita sedentario;
  • mantenimento protratto di posture non fisiologiche;
  • lavori pesanti non commisurati alle potenzialità individuali, soprattutto se svolti in ambienti freddi.


Il disturbo può manifestarsi in qualunque momento della vita, tuttavia sono più spesso interessate le persone che hanno superato i 35-40 anni di età. Un ulteriore fattore di rischio è il sesso: gli uomini sembrano essere più colpiti rispetto alle donne.


La terapia

Le linee guida raccomandano per il trattamento l'uso di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS).


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