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La maratona come metafora di vita

di Ismaele Morabito - Ven, 16/11/2018 - 00:04
La corsa è la più bella metafora della vita. C’è una partenza, c’è una strada da percorrere, c’è una sosta e c’è un traguardo da raggiungere

“Se desideri vincere qualcosa puoi correre i 100 metri, se vuoi goderti una vera esperienza corri una maratona.”
(E.Zatopek).



“La cosa che più mi affascina della maratona è che è una metafora della vita. La sfida è assolutamente personale, per prepararla occorrono sacrificio, volontà e passione. Ci sono sempre imprevisti ma se hai a fianco degli amici, la fatica diventa più sopportabile. C'è sempre un momento critico in cui entra in gioco la tua libertà: sai che il traguardo è vicino, la meta è certa, ma solo tu puoi decidere se andare avanti o ritirarti e quando tagli il traguardo la fatica scompare”. (M.Lupi).


“E` incredibile come l’uomo sia capace di offendere, fare del male, combattere le guerre e uccidere per denaro, fama o altro, e poi una semplice maratona riesca ad unire culture, popoli e religioni di tutto il mondo. Questo è il miracolo dello sport.” (I.Morabito, Il sogno americano).


La corsa è la più bella metafora della vita. C’è una partenza, c’è una strada da percorrere a volte facile e a volte difficile, c’è una sosta, ci sono i compagni di avventura e c’è un traguardo da raggiungere che vi siete pre-fissati. Scegli una gara, ti alleni per mesi, fai sacrifici, decidi cosa poter mangiare e cosa non poter bere, scegli il compagno d’avventura, o scegli di andare da solo dritto per la tua strada, inizi a correre e nonostante in gara sei con altre persone, sei solo con te stesso quando devi iniziare a spingere. Ci sono dei tratti in pianura dove il fiato non ti manca ed altri più ripidi dove ti verrebbe voglia di fermarti e invece vai avanti perché devi raggiungere il traguardo. Ci sono punti nei quali non ce la fai più, ti fermi e cerchi di non pensare a quanto ancora tu debba soffrire per raggiungere il tuo obiettivo, ma stringi i denti e vai avanti, manca così poco che non puoi abbandonare. Poi inizi a vedere il traguardo, l’ammiri da lontano e ogni tanto ti si annebbia la vista perché ti sembra di non raggiungerlo mai... e alla fine arrivi.


Correre in montagna


Hai raggiunto la meta, ciò che credevi di non raggiungere mai, adesso è realtà. Ritrovi subito le energie, e i sentimenti positivi valgono più di quelli negativi del percorso che ormai hai rimosso. A volte dall’arrivo riesci a vedere la partenza in lontananza, specie se si tratta di una maratona in salita, e subito dopo aver tagliato il traguardo cerchi subito con lo sguardo la partenza, ripensando a quanto hai fatto per essere arrivato dove sei, e pensi che non correrai mai più una maratona in tutta la tua vita, poi però pensi che davanti a te c’è un altro traguardo, uno più lungo e cosa fai? ... dici “La prossima volta correrò per quello”.


E riparte tutto, perché pensi che la fatica è momentanea, ma la gloria dura per sempre, per cui ne vale la pena ripartire, ancora una volta, nonostante tutto.
Quanto è simile la vita? Io praticando sport so che per raggiungere un obiettivo bisogna soffrire e impegnarsi duramente, so che nulla è dovuto, so che non c’è nessuno che può correre per te anche se una buona compagnia e dei buoni amici sono fondamentali, so che bisogna credere in se stessi e non abbandonare mai. Ecco che questa filosofia l’ho trasferita nella mia vita e non disperdo mai lo sguardo dal traguardo, perché con tenacia, ma senza fretta, i sogni si avverano, anche se i fallimenti ci sono, eccome se ci sono, ma servono a renderti più forte. D’altronde proprio Steve Jobs disse: “Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere.”


Correre insieme

Cosa insegna la corsa

Ecco cosa insegna lo sport e la corsa soprattutto. A volte ci si chiede quando sarà il momento nel quale smettere di guardare il traguardo più impegnativo, nello sport come nella vita bisogna sentirselo dentro, ci sono persone che vivono alla ricerca del traguardo più difficile, persone che si fermano oppure c’è chi rischia tutto e insegue i propri sogni fino alla fine rischiando di fallire, vivendo con la consapevolezza che almeno ci ha provato.


Credo quindi che la maratona e lo sport in generale siano una metafora della vita, perché come nella vita, praticando sport si segue un percorso, si procede con i dovuti ostacoli che nella vita sono i problemi e come i problemi aiutano a migliorarsi e a dare il meglio di sè per superarli, perché risolvere un problema è un cammino, è una ricerca, è una competizione con se stessi per cercare di dare il meglio, contro il proprio egoismo, contro i propri individualismi. E se avrai risolto tutti i problemi, andrai certamente avanti, nella corsa e nella vita.


Correre al mare


Lo sport, quello vero, è quello dove la competizione giusta è quella contro se stessi che ti aiuta a crescere e migliorare, e non quella contro qualcuno.


La corsa ha questa grande capacità, di tirar fuori l’essenza, il meglio che è dentro ognuno di noi, contro la noia, contro la solitudine, contro il deserto del cuore.


La maratona, come lo sport in generale, ha la grande capacità di includere più persone, perché le persone hanno bisogno di stare insieme, di incontrarsi, hanno bisogno di condividere qualcosa capace davvero di aiutarli a dare il meglio di sè.

Lo maratona ci insegna

Lo maratona ci insegna che niente è regalato e che non devi sottovalutare nessun segnale, altrimenti rischi di cadere, insegna a non mollare mai, insegna a vivere. Ecco perché ricapitolando io corro, e vi consiglio di farlo, perché:

grazie alla corsa ho imparato a soffrire, a sopportare il dolore sia fisico che mentale, ho imparato a non mollare quando tutto sembra perduto, perché in fondo c’è sempre una possibilità;
grazie alla corsa ho imparato che non bisogna mai esaltarsi troppo quando le cose vanno bene, perché potresti cadere da un momento all’altro;
grazie alla corsa ho imparato a non buttarmi giù, perché non si sa mai capiti qualcosa di bello improvvisamente;
grazie alla corsa ho imparato ad affrontare le persone, a guardarle negli occhi e a camminare a testa alta fiero dei miei ideali;
grazie alla corsa ho imparato a volere bene una persona, a mettere passione in ciò che si fa, ho imparato a godermi ogni istante che la vita ci regala, perché potrebbe essere l’ultimo.


Grazie alla corsa da bambino sono diventato quasi uomo, grazie alla corsa ho scoperto chi sono i miei veri amici e chi sono stati i miei falsi amici, grazie alla corsa ho saputo apprezzare la mia famiglia.


Grazie alla corsa ho imparato che vivere non è semplice, ma è la cosa più bella che si possa fare nella vita.

Ritratto di Ismaele Morabito
Runner e autore del libro "Correndo ho imparato a camminare", per il quale, 9 luglio 2016, ha vinto il premio letterario nazionale "Akadèmon" categoria opera prima.

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