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Da Maratona ad Atene, una corsa tra mito e storia

di Ismaele Morabito - Mer, 29/11/2017 - 11:33
La Maratona di Atene, una corsa tra mito e storia che il nostro amico runner Ismaele Morabito ha corso nell'ultima edizione, il 12 Novembre 2017. Un racconto emozionante che ci fa ripercorrere l'impresa e i luoghi attraversati da Filippide, colui che nel 490 a.C. con l'armatura indosso percorse i 40 km da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria di una battaglia

Fiumefreddo di Sicilia - Maggio 1997


È un pomeriggio d'inizio primavera, uno di quelli che un ragazzino di otto anni come me, passa in modo sereno e spensierato tra giochi in piazza con amici e qualche programma alla TV.

La accendo e noto che sta per iniziare un film a me noto, un film a cui sono affezionato, perché diverse scene sono state girate a Palizzi, paesino di origine di mia madre e in cui passo le vacanze estive, sì racconta la storia di un giovane appassionato di corsa che con il padre contro riesce ad allenarsi solo con i consigli di un vecchio autista del bus che lui prende per andare a scuola. Il film è "Un Ragazzo di Calabria" di Luigi Comencini.

A circa metà film, in una scena in cui il giovane protagonista Mimì parla con il suo amico autista e allenatore, lui racconta la storia dell'antica Grecia, gli racconta di battaglie e di uomini addestrati a percorrere centinaia di chilometri al giorno per inviare da una città all'altra i diversi messaggi dei vari eserciti, gli racconta di un emerodromo chiamato Filippide, che con l'armatura indosso percorse i 40 km da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria di una battaglia per poi morire subito dopo aver annunciato la frase "Abbiamo vinto" .

Io, così piccolo, non do molta importanza a questa storia, non so neanche se sia vero o se sia tutto inventato da chi ha girato il film.


Fiumefreddo di Sicilia - Luglio 2017


È una calda sera d'estate, parlando con degli amici, racconto, come spesso mi capita da qualche mese a questa parte, la mia esperienza alla maratona di New York del 2016, ad un certo punto uno di loro mi dice: perché non corri la maratona di Atene? Quella sul percorso storico, la maratona "Originale"?

Gli rispondo che non so, devo organizzarmi, prepararla, e poi la gara sarà il 12 novembre e quindi mancano meno di quattro mesi. Dico che magari un giorno, forse tra qualche anno andrò...

Dentro di me invece penso già a come organizzare il mio viaggio ad Atene dei prossimi mesi.

Promo ufficiale della Maratona di Atene 2017


Venerdì 10 novembre 2017 - Ore 4:15


Il Sole non è ancora sorto ed io sto per alzarmi dal mio letto con una fantastica energia e con la consapevolezza di andare a rivivere una nuova esperienza dopo quella del 2016 a New York. Penso al mio amico, che poteva benissimo parlarmi di qualche ragazza, di qualcosa da fare un sabato sera, invece mi ha messo il pallino della maratona di Atene... Sorrido.


Venerdì 10 novembre 2017 - Ore 11:30


Finalmente, dopo un volo da Catania con scalo a Roma, arrivo ad Atene. Appena esco dall'aeroporto inizio già a notare diverse centinaia di runner, l'aria è calda, si percepisce una forte umidità e, nonostante io viva in Sicilia, penso che ci sia un clima perlopiù primaverile, lontano da quello che magari ci si aspetta a metà novembre. In vista della gara la cosa non mi preoccupa, mi sento bene, credo di averla preparata bene, anche con diversi allenamenti estivi sotto il Sole e il caldo siciliano e con qualche lungo durante le vacanze a Palizzi, in Calabria; anzi, proprio nei giorni in cui correvo a Palizzi, paesino in piena Magna Grecia, immaginavo già di correre in Grecia, con l'odore degli alberi di ulivi e la terra polverosa e secca del clima Mediterraneo, lo stesso clima che avrei trovato ad Atene. Mi sentivo come quei campioni che diversi giorni prima di una competizione, vanno a fare i ritiri di preparazione nei luoghi in cui correranno la gare.

Il pomeriggio, come da rituale, vado a prendere il pettorale al Marathon Village e, tra le solite centinaia di case di abbigliamento sportivo e i vari assaggi di diversi integratori, passo il pomeriggio nel paese dei balocchi del runner.

Questa volta però la maratona non sarà una delle tante, non sarà neppure il sogno realizzato di correre a New York. Questa volta la maratona è quella originale o, come amano chiamarla i Greci, "L'autentica", probabilmente senza sbagliare!

Il sabato passa percorrendo diversi chilometri anche a piedi tra piazza Monastiraki, il centro storico, visito l'Acropoli con il maestoso Partenone, faccio un giro al Pireo e poi a letto presto. L'indomani si correrà, saranno ancora una volta 42 km e 195 m, ma questa volta avranno qualcosa di diverso, si percepisce, anche sé ancora non so esattamente cosa.



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Ismaele in visita ad Atene


Atene - Domenica 12 novembre 2017 - Ore 5:15


Sono in hotel a fare la solita colazione pre-maratona, tra miele e pane integrale, frutta secca e tè caldo. Qualche minuto ancora di relax e poi si va a “spillettare” il pettorale sul mio completino da gara. Tutto ciò che leggo sul pettorale è scritto in Greco e l'unica cosa che capisco sono il mio nome il mio cognome e il numero di gara. La cosa mi diverte!

Alle ore 5:40 i bus dell'organizzazione passano a prenderci per portarci a Maratona, zona di partenza distante 40 km da Atene.

Dopo circa cinquanta minuti arriviamo, quando il Sole è appena sorto, in una campagna circondata da due colline in cui, dopo i controlli di sicurezza di rito ci fanno andare verso un piccolo stadio dove da lì a breve verrà effettuata una piccola rappresentazione storica della battaglia, con diversi attori vestiti da combattenti. Dopo qualche minuto vediamo arrivare una ragazza che mi ricorda una Dea e che porta un piccolo contenitore con una fiammella. Si dirige verso un braciere e tra danze rituali e il perfetto silenzio dei quasi 20.000 runner, diversi di loro con in mano un ramo di ulivo regalato dai volontari, accende la fiaccola del fuoco di Olimpia.


Tutto ha qualcosa di sacro, quasi in antitesi con chi è lì solo per correre e pensare a quale miglior foto inserire nel proprio profilo del social network.

Il luogo della battaglia adesso è un vero e proprio mausoleo storico con i resti delle vittime, circondato da statue in marmo e bronzo.

Qualche minuto prima della partenza viene fatto rispettare un minuto di silenzio in memoria dei combattenti. A questo punto arriva il momento di entrare nella propria batteria di partenza, e lì inizia a salire l'emozione quando ricordo che in quello stesso luogo partì la prima maratona delle Olimpiadi moderne del 1908 e quella delle Olimpiadi del 2004, vinta dal nostro Stefano Baldini.



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Ismaele alla partenza della Maratona di Atene 2017


Alla partenza delle batterie, dopo l'inno nazionale Greco che tutti i runner di cittadinanza greca cantano alzando il pugno destro socchiuso al cielo, come sempre i primi a partire sono i top runner e poi le varie batterie dei "terrestri", la mia è la sesta.

Prima di partire mi chiudo in me stesso, non parlo con nessuno, respiro profondamente e immagino di trovarmi in quei luoghi qualche migliaio di anni prima, respiro l'aria e odoro i profumi che sono stati respirati da quegli uomini, sono sereno, consapevole di affrontare una nuova avventura che mi segnerà quando in futuro la racconterò.

Qualcuno prega Allah, altri Cristo, altri qualche Divinità dell'antica Grecia, tutti con un solo scopo, avere la forza di affrontare questa gara, questa giornata, di stare bene oggi come ogni giorno della nostra vita, perché in fondo tutta la vita è una maratona.


Si parte! I primi tre chilometri si corrono a Maratona, qualche curioso abitante applaude e incita noi corridori provenienti da mezzo mondo, tutti con i propri obiettivi, tutti per vincere la propria gara. Ogni chilometro è segnalato da delle indicazioni in legno che arrecando la dicitura "il percorso originale di Filippide”.

Al quinto chilometro si passa accanto al luogo in cui è sepolto proprio Filippide. Qualcuno si fa il segno della croce, qualcuno fa un cenno con la mano, tutti anche solo con il pensiero certamente mandano un saluto a colui che inconsapevolmente ha fatto nascere quella che oggi per noi è la nostra passione, la nostra sana droga, rispettando però sempre il contesto, non dimenticando mai le persone che all'origine di tutto hanno combattuto e perso la vita dove noi oggi ci stiamo divertendo. Anche il pubblico lì, invece di applaudire, tiene dei ramoscelli d'ulivo verso il cielo con il braccio destro, e qualcuno li regala a qualche corridore.



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Partenza della Maratona di Atene 2017


Come ogni maratona ci sono i matti che corrono travestiti da qualche personaggio dei fumetti, i commoventi padri che trainano la sedia a rotelle con il figlio malato sopra, noto anche una coppia trainare una carrozzina con a bordo una bimba di pochissimi mesi. Questa volta noto qualcosa di particolare: diversi corridori corrono con i sandali simili a quelli che avrebbe avuto Filippide sotto l'armatura, mi chiedo come facciano, ma mi sorprende notare che non solo non hanno fastidio ai piedi, ma addirittura riescono a mantenere un passo abbastanza veloce.

Sino al decimo chilometro il percorso è pianeggiante e tra un rifornimento e l'altro i primi cinquanta minuti di corsa passano tranquilli, nonostante l'umidità sia alta, addirittura credo di essere stato morso anche da qualche zanzara. Al km 11 passiamo dentro un paesino dove diverse persone ci accolgono suonando e ballando musiche tipiche greche e lì mi viene in mente la scena del film "Mediterraneo" di G. Salvatores, dove Abatantuono balla con i residenti dell'isola, le musiche sono simili e la cosa mi diverte.

Mi diverte invece meno l'altimetria del percorso, infatti i successivi 20 km avranno un dislivello di circa 250 metri, così io con l'esperienza delle partecipazioni alla Super Maratona dell'Etna, li affronto con rispetto.

Il percorso in questa fase è monotono nella sua difficoltà, si sale (tanto) si scende (poco) e nelle brevi pianure si scambia qualche parola con chi ti corre accanto. Essendo questa fase corsa perlopiù in campagna, a me viene a mancare l'adrenalina che mi sale quando il pubblico a bordo strada ti incita e ti sprona, non mi perdo d'animo e ne approfitto per concentrarmi e godermi quei luoghi.


Poco prima della mezza, penso a Filippide, o meglio, penso a quanto sarà stata dura per lui correre in quelle salite, con i sandali, con l'armatura sul corpo e nelle strade che ai tempi non erano altro che un ammasso di pietre e polvere, mentre noi adesso ci lamentiamo se la scarpa costata centinaia di euro, magari pesa 10 o 20 grammi più di quella che avevamo in precedenza.

Alla mezza maratona inizio a fare il primo bilancio di giornata, passo tre minuti sotto le due ore, zero problemi di fiato e pochissimi dolori, il clima varia spesso: quando il Sole è coperto da qualche nuvola la temperatura è fresca perché il vento che soffia dal mare è persistente, quando il Sole è libero da nuvole, è talmente forte da infastidire chi non è abituato al caldo Mediterraneo.



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Il vincitore della Maratona di Atene 2017, il Keniano Kalalei Samuel


Mi alimento bene, bevo acqua e sali, ma al chilometro 25 inizio ad innervosirmi perché la cartina che avevo studiato del percorso mi rassicurava un percorso ondulato ma fattibile per me che vivendo e allenandomi alle falde del Vulcano Etna, sono abituato a salite di una certa importanza, invece la gara è dura, molti atleti smettono di correre e iniziano a camminare, io invece mantengo il mio passo regolarissimo e ne supero a decine.

Sorpasso un runner Italiano e gli chiedo quando finiranno le salite, lui mi parla del trentunesimo km o giù di lì, lo saluto e con positività affronto il resto del percorso dentro una cittadina piena di turisti che gridano, applaudono e incitano i corridori, e finalmente un po' di adrenalina mi ricorda il mondo che c'era a bordo strada a New York.


Poco prima del km 31 passiamo in un sottopasso in cui dei giovani percussionisti suonano all'impazzata e grazie al suono che rimbomba, è il caos più totale, e dopo il sottopasso finalmente l'ultima salita di giornata, esattamente il punto in cui il povero Vanderlei De Lima fu buttato fuori dal percorso da un protestante Inglese durante la maratona olimpica del 2004 mentre si trovava in prima posizione. Arrivò poi sul podio e la vittoria fu di Stefano Baldini, ma è indubbio, anche per stessa ammissione di De Lima, che Baldini avrebbe vinto comunque, essendo in pieno recupero contrariamente al povero Vanderlei che si trovava in piena crisi.

Mentre passo proprio quel punto penso e sorrido ricordando la gara che all'epoca vidi totalmente in TV, con la telecronaca del mitico Franco Bragagna che disse "Un pazzo, un pazzo". All'epoca tutto mi sarei aspettato, tranne che un giorno avrei corso anche io una maratona lì!

Il trentunesimo km è praticamente il gran premio della montagna, lì finiscono le salite, ed io mi sento bene.


Gli ultimi 12 km sono corsi dentro Atene. La maratona è 2 chilometri e 195 metri più lunga dei 40 chilometri che separano il comune di Maratona da quello di Atene, essendo la distanza tra fine 1800 e primi anni del 1900 aumentata prima a 42 chilometri e poi di ulteriori 195 metri nell'edizione di Londra 1912, così da permettere l'arrivo proprio davanti il Palazzo della Regina d'Inghilterra per non far sporcare le scarpe. E così sì gira un po' per le vie della città. È un tripudio di colori, suoni, profumi!

Ho un passo veramente forte, spesso sotto i cinque minuti al chilometro, supero una quantità enorme di runner partiti in precedenza e che magari accusano la fatica della discesa: si, perché se si ha dato tanto o tutto nel tratto in salita, il tratto in discesa paradossalmente contrae e blocca le gambe invece che aiutare ad andare più veloci. Per cui, chi vuole preparare questa gara in futuro, è bene che lo faccia cercando di arrivare al tratto in discesa comunque con ancora delle forze, onde evitare crisi di crampi nei tratti in cui la discesa è veramente ripida, rischiando addirittura di doversi ritirare.

In questa fase non si trova più la sacralità dei primi chilometri, ma è comunque fantastico correre in questa capitale europea, piena di giovani di mezzo mondo che ballano e cantano e con i monumenti attraversati, come il Palazzo del Governo, le cattedrali ortodosse e alla destra l'Acropoli con i templi.



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Il suggestivo stadio di Atletica Leggera di Atene


Dopo una discesa dentro ad un parco, si gira a sinistra e per gli ultimi 195 metri si entra nella storia. Adesso è un mix di sacro e profano, antico e moderno, passato e presente. Davanti ai miei occhi lo stadio Panatinaiko, lo stadio dell'atletica leggera, con la sua pista totalmente nera, le tribune in marmo bianco gremite di tifosi che mi fanno sembrare di essere dentro il Colosseo durante una battaglia di Gladiatori.

Il termine stesso "stadio" deriva da quest'ultimo tratto di maratona. Lì dove Spyridon Louis vinse la prima maratona delle Olimpiadi moderne nel 1896, organizzate da De Coubertein, lì dove Stefano Baldini mi fece sognare in quel caldo tardo pomeriggio di Agosto del 2004 a chiusura dell'Olimpiade, conclusasi per noi Italiani con la medaglia d'oro nella maratona.

Mi godo ogni singola sensazione, ogni singolo sguardo e mentre una ragazza mi mette al collo la medaglia capisco che tutto ciò non è solo sport.

Perché in questo monumento storico, ma ancora in uso che stiamo attraversando, non esiste nessuna distinzione religiosa, nessuna divisione politica: tutti siamo uniti, senza astio, invidia e malvagità per il nostro scopo, che non è sempre vincere, ma anche solo partecipare, come De Coubertain insegnava durante il giuramento della prima olimpiade in questi stessi luoghi. In questo la maratona è più potente di una religione o di un partito politico: spesso, chi ne fa parte, anche rispettando il prossimo, non condivide lo stesso credo. Senza contare il male che a volte si fa.



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Ismaele dopo aver concluso la Maratona di Atene 2017


Per quanto mi riguarda è stato un privilegio poter correre nella storia, nel mito, pensare a quanti eventi ci siano dietro un semplice movimento naturale del corpo. Chi pratica la corsa e poi va a fare la maratona di Atene è un po' come per uno studente di Archeologia che va a fare uno stage nell'antico Egitto. Semplicemente il massimo!

È stato particolare vivere in prima persona il racconto di Filippide che da bambino ascoltavo nel film "Il ragazzo di Calabria", il racconto che lasciava a bocca aperta Mimì e me e che mai avrei pensato di conoscere da grande in modo così "approfondito".

Sotto l'aspetto tecnico sono soddisfatto perché ho fatto una bella gara impostata con giudizio in cui ho corso entrambe le mezze maratone in un'ora e cinquantasette minuti e qualche secondo, praticamente con il tempo pressoché identico, e che mi hanno permesso di fare il mio miglior tempo sulla distanza in 3 ore 54 minuti e 15 secondi.


Il 12 novembre 2017 ho coronato nuovamente un sogno, perché se correre a New York ti fa sentire un cittadino del mondo attuale, correre ad Atene ti ricorda come ciò che eravamo e le nostre radici siano fondamentali nel cammino della nostra maratona più importante, quella che corre anche chi non pratica il running: la vita.


Runner e autore del libro "Correndo ho imparato a camminare", per il quale, 9 luglio 2016, ha vinto il premio letterario nazionale "Akadèmon" categoria opera prima.

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