Running Italia

Atletica, podismo e allenamento per i runners

Le fasi del percorso atletico di un runner - Seconda parte

di Pietro Cristini - Mer, 10/08/2016 - 09:00
Le fasi che accompagnano l'evoluzione del runner nel mondo della corsa: evoluzione fisica e psichica, corsa olistica, il "non limite"

Qualche settimana fa abbiamo dato inizio all'analisi delle fasi del percorso atletico di un runner, parliamo di un percorso psico-atletico che in linea generale accomuna tutti gli amanti della corsa.

Dopo aver visto le prime due fasi, quella dell'entusiasmo del principiante e quella della perseveranza e della pazienza, vediamo quali sono le restanti tappe che accomunano i podisti.


Fase 3 - Verso la completa evoluzione fisica e psichica

L’oltre è la terza fase: l’avvicinamento alla completa evoluzione fisica e psichica del runner. Non solo ha imparato quanto e come correre ma non si fa più catturare dalle astute sirene del marketing podistico sempre più invasive; ha capito che nessuna scarpa, nemmeno quella particolarmente costosa ed accattivante, è in grado di farlo volare, che l’abbigliamento è sufficiente che sia funzionale senza connotarsi come elegante, è diventato padrone della tecnica di corsa e procede a ritmi anche impegnativi.

Il runner ha imparato a respirare bene sfruttando l’intera capacità polmonare; è impegnato nella corsa senza essere soverchiamente sfiorato da alcun tipo di tensione, né muscolare né psichica.

L’azione di corsa è, ora, diventata fluida ed efficace, il podista riesce a capire a quale ritmo procedere senza consultare il cronometro, prova addirittura a sfidare se stesso in qualche impresa impensabile fino a qualche mese prima e valutata fuori dalla propria portata, senza la paura di andare incontro ad un fallimento.


Fase 4 - Diventare completi praticando la corsa olistica

La quarta fase è caratterizzata dal raggiungimento di una vera completezza: non solo il runner impegna tutto il corpo nella corsa, ma si avvale anche dell’alleato mente.
Accanto ai tradizionali metabolismi aerobico (basilare secondo il mio parere e non solo) ed anaerobico, ha scoperto anche il “metabolismo mentale”, quel misterioso “quid” di energia sottile a cui attingere per imprimere un salto di qualità alla propria corsa.



corsa

La mente è quel qualcosa di impalpabile, indefinibile e radice di ogni movimento, di ogni decisione assunta in corsa e fuori. Il corridore ha imparato a tenerla a bada, a non farsi suggestionare dai suoi scenari spesso rinunciatari, non è più soggetto a quegli alti e bassi della psiche che tanto incidono sul rendimento in corsa e negli allenamenti. Ha capito quanto sia importante ancorarsi al presente, al momento in cui accade ogni singolo movimento dell’azione atletica, è riuscito a costruirsi una robusta motivazione, è accompagnato da una discreta autostima, corre spesso per il piacere di correre senza la speranza di ottenere chissà quale risultato o con la paura di non raggiungerlo.

Il runner talora amplia la normale prospettiva aprendosi agli altri, a quel prossimo che chiede un aiuto ed allora corre per una causa benefica, per aiutare qualcuno che non potrà mai correre, diventa volontario di qualche progetto per aprire le porte dello sport a chi non è normodotato.


La fase del “non limite”

Non c’è comunque un limite alla crescita psichica e atletica per il popolo dei runner, non solo da un punto di vista quantitativo, decidendo di sottoporsi ad allenamenti sempre più intensi ed impegnativi per raggiungere mete eccelse tecnicamente; mi riferisco, piuttosto, alla scelta di curare la qualità della corsa, di come viverla con pienezza nel proprio intimo, come sia possibile farla diventare un momento di crescita interiore e conoscenza di se stessi.

Ebbene nessuno oggi è in grado di indicare possibili confini in questa direzione. Possiamo solo affermare che entriamo nel campo delle possibilità, delle cose che potrebbero accadere: quella cima della montagna, che è stata raggiunta faticosamente con le prime quattro fasi qui brevemente tratteggiate, è ancora distante dal cielo e lo spazio da colmare per sfiorarlo è immenso. Stare in corsa con questi pensieri può costituire l’inizio per abbattere eventuali “muri mentali” consolidatesi col tempo e sentirsi più vivi e motivati.


Leggi Le fasi del percorso atletico di un runner - Prima parte

Ha vissuto una parabola podistica lunga 50 anni come agonista, amatore e, infine, come praticante della corsa benessere. Nel 2009 ha pubblicato " Essere Corsa" ( Edizioni Del Faro ) e, nel 2015, " Correre con la testa" ( Fusta...
Sito web

Scrivi un commento

Accedi o Registrati per inserire il tuo commento.
X

Ricevi un nuovo articolo ogni settimana

Iscriviti alla Newsletter