Running Italia

Atletica, podismo e allenamento per i runners

Le fasi del percorso atletico di un runner - Prima parte

di Pietro Cristini - Gio, 07/07/2016 - 10:19
Le fasi che accompagnano l'evoluzione del runner nel mondo della corsa: entusiasmo, perseveranza e pazienza

C'è stato un inizio per tutti: quella corsa fatta con l’amico già in forma, la gara ai campionati studenteschi che ti ha invogliato ad allenarti, la stracittadina corsa in compagnia, la prima uscita un po’ timida a cercare un ritmo non ancora presente, quel fiatone che ti impediva addirittura di pensare, quell’invisibile barriera ancora da abbattere che separa il runner da chi non lo è.

Tanti momenti, quasi confusi l’uno con l’altro, al punto da nascondere l’istante in cui si sono effettivamente mossi i primi passi verso la corsa. Volerlo individuare è forse tempo perso, mentre invece, soffermarsi a riflettere su quale tipo di percorso psico-atletico si stia compiendo, è un esercizio di autoanalisi non fine a sé stesso per capire a quale punto si trova la propria evoluzione podistica.


Non ho mai creduto a chi corre così tanto per correre: alla base c’è sempre una visione anche se non sempre nitida, un certo modo di vedere le cose che influenza e connota ogni singolo runner in un determinato modo, specialmente al giorno d’oggi ove le proposte podistiche sono sempre più variegate, inducendo i corridori ad una specializzazione sempre più spinta. Ne consegue che ogni runner, in qualche misura, anche senza esserne sempre consapevole viene segnato dal tipo di podismo che pratica attraversando certe fasi che proverò ad abbozzare, invitando il lettore a verificarne la correttezza.



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Fase 1 - L'entusiasmo del principiante

La prima fase, comune ai vari tipi di possibile podismo, mi piace denominarla come “entusiasmo del principiante” ed è caratterizzata dalla ricerca di informazioni sul come e quanto correre, svolta anche in ambiti più disparati: amici già esperti, ex atleti, allenatori, riviste specializzate, libri, siti internet come questo che state consultando. Si va a caccia di quanto occorre conoscere per partire con il piede giusto.

Si pone una grande attenzione ad imparare la giusta tecnica di corsa, al modo più efficiente di respirare essendo un obiettivo primario, raccomandato da molti tecnici, quello di costruire un’ampia base atletica su cui fondare la propria evoluzione di runner.

La fase è generalmente caratterizzata dalla smania di capire in fretta e applicare ancora più velocemente quanto si apprende. Spesso si finisce nello strafare, nel chiedere al fisico qualcosa che non è ancora in grado di dare, pagandone il prezzo in termini di indolenzimenti vari, piccoli/medi inconvenienti fisici e qualche delusione sul piano psichico.

L’entusiasmo travolge quel po’ di razionalità atletica che opera in ciascuno finendo per farci incorrere in un bel po’ di errori. Talvolta si è addirittura poco gentili con se stessi: non ci facciamo sconti, tentiamo a volte di fare i duri, insistiamo a svolgere allenamenti non ancora alla nostra portata finendo per produrre un’azione atletica contratta e poco sciolta senza avvertire la gioia di correre nel cuore. Magari ci si presenta alla linea di partenza di qualche competizione quando non è ancora il momento contando su chissà quale santo per non sfigurare.

Sarebbe invece tempo di coltivare la necessaria fiducia in se stessi e accontentarsi di apprezzare i piccoli progressi raggiunti, consolidarli prestando una crescente attenzione ai vari movimenti insiti nel gesto atletico per migliorarlo, limandone le imperfezioni e cercando di capire quanto ancora manca per diventare dei runner dotati di una sufficiente tecnica di base.



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Fase 2 - Scoprire due singolari gemelli: perseveranza e pazienza

La seconda fase è in genere connotata da una maggior conoscenza di cosa occorra fare, essendo riusciti a chiarirci le idee su un bel po’ di questioni che coinvolgono il mondo corsa: dal come e quanto correre, a quali scarpe ed indumenti indossare, a quali metodiche adottare.

La corsa svolta con una certa regolarità non ha mancato d'impartirci qualche lezione appresa senza l’aiuto di un maestro regalandoci, al contempo, qualche visibile miglioramento: riusciamo a correre con continuità e terminare la seduta senza essere stravolti ed affaticati. Abbiamo capito che senza perseveranza e pazienza non si progredisce, che non esiste una scorciatoia per correre a ritmi impegnativi e che senza una concentrazione mentale, accompagnata da un giusto rilassamento fisico, si disperdono energie preziose.

La fase adolescenziale della corsa è diventata ormai un ricordo; siamo più maturi, più attenti ai particolari, abbiamo acquisito più fiducia in noi stessi e riusciamo addirittura a correre per periodi significativi, provando talora momenti di pura felicità.

Usciamo a correre senza eccessivi sforzi di volontà; la corsa inizia a diventare un’azione naturale come bere un bicchiere d’acqua, fa parte di noi, comincia a penetrare in profondità nella nostra essenza. Non ci facciamo intimidire da qualche goccia di pioggia o folata di vento o da condizioni meteo non ideali. Siamo poco preoccupati di sbagliare qualcosa e procediamo convinti; in una parola siamo pronti per andare oltre.


Clicca qui per leggere Le fasi del percorso atletico di un runner - Seconda parte

Ha vissuto una parabola podistica lunga 50 anni come agonista, amatore e, infine, come praticante della corsa benessere. Nel 2009 ha pubblicato " Essere Corsa" ( Edizioni Del Faro ) e, nel 2015, " Correre con la testa" ( Fusta...

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