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Quando la corsa aiuta a sopportare la malattia

di Running Italia - Mer, 03/12/2014 - 18:25
La redazione di Running Italia ha ricevuto una lettera toccante e densa di significato: un messaggio di speranza verso chi è affetto da qualunque tipo di malattia e la dimostrazione che non bisogna arrendersi per nessun motivo.
Speranza

Una sindrome caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso associato a rigidità: è questa la definizione data della Fibromialgia. E a riguardo di questa malattia, la redazione di Running Italia ha ricevuto una lettera toccante e densa di significato: un messaggio di speranza verso chi è affetto da qualunque tipo di malattia e la dimostrazione che non bisogna arrendersi per nessun motivo.
Vi invitiamo quindi a leggere la lettera riportata qui di seguito, ma soprattutto ad essere vicino a chi è affetto da fibromialgia o da qualunque altra malattia, affinché la speranza e la forza di combattere non si fermino mai.


Sono una "ragazza" di 42 anni , affetta da fibromialgia da 2 anni. Spesso siamo visti come malati immaginari, ipocondriaci, ma è una patologia vera, colpisce i neurotrasmettitori deputati al dolore a livello del sistema nervoso centrale.
E’ una malattia vera, ma a livello strumentale e di laboratorio gli esami sono tutti negativi. Nel mio caso al lavoro ero derisa e non capita, pur lavorando in un ambiente sanitario.
Dolori muscolari cronici senza alcuna risposta ai farmaci, o comunque con poca risposta.
Nella fase acuta i dolori non mi mollavano mai, 24 ore su 24.
Ho dovuto lottare nella mia azienda per poter cambiare reparto: sono infermiera e lavoravo in sala operatoria, lavoravo anche 12 ore al giorno sempre in piedi immobile (a volte anche più di 12 ore) e questo aumentava la mia rigidità muscolare .
Alcuni fibromialgici vengono licenziati per i troppi giorni di malattia e non ottengono limitazioni lavorative e la giusta postazione dopo essersi ammalati, questo non aiuta a migliorare, ma a peggiorare la loro esistenza.
Tanti non conoscono abbastanza la malattia (anche perché non è ancora riconosciuta a livello nazionale) e quindi la sottovalutavano. Io ho lottato finchè sono riuscita a farmi cambiare di reparto ed ora comincio a stare meglio.
Premetto che prima di ammalarmi ero abbastanza sportiva praticavo un po' di sport sopratutto bicicletta (ho anche pedalato per 85 km), ma tutto questo dolore muscolare ti porta all’immobilità per paura di soffrire e peggiorare di più.
Invece durante la fase dei dolori cronici ho cominciato ad ascoltare il mio corpo.

Nelle lunghe notti insonni a causa del dolore ho cominciato ad alzarmi per fare streching perchè sentivo che il mio corpo aveva bisogno di tirare i muscoli.Una mattina d'autunno ho deciso di provare a correre un po'. Nonostante la corsa non fosse il mio sport preferito, la mia mente e il mio corpo desideravano il movimento. Beh quel giorno avrò camminato e corso alternativamente forse 4 km, con calma ed il miracolo per me è avvenuto.
Grazie alla corsa per diverse ore il dolore fisico svanisce. Lo sport per noi e' un toccasana, oltre alla psicoterapia cognitivo-comportamentale per aiutare a gestire le emozioni negative e quindi il dolore e ad accettarlo.
Mi sentivo vecchia, non riuscivo più a vestirmi, camminavo pochissimo. Aprire una busta, una bottiglia, i gesti quotidiani erano altamente compromessi.
Mi sentivo frustrata e depressa e avevo perso anche la voglia di vivere a causa dei dolori e delle limitazioni (anche spingere il carrello della spesa era doloroso), avevo perso la mia identità.
Poi la corsa, lo psicologo, cambiare reparto, stile di vita , accettare tutti questi cambiamenti mi hanno aiutato e la mia vita è migliorata.
Ora non voglio annoiarvi oltre.
Il messaggio che desidero passare è di sensibilizzazione per tutti. E soprattutto sensibilizzare i malati verso l'attività fisica , una cura vera!!!!! Una delle tante cure vere!!!!
Ora anche grazie alla corsa ho ritrovato me stessa e ne sono talmente felice!!!!!!
Migliorare si può...

Patrizia Marchese

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Commenti

Bellissima la lettera molto toccante mi trovi pienamente d'accordo, dico solo 2 parole ( non perdersi mai d'amino, e grande forza di volontà ).Non mollare.Ciao VALERIO
sono affetto da questa patologia ma la mia è secondaria ovvero manifestata da altre patologie croniche riconosciuto invalido al 70% a vedermi Non sembra ma il dolore più grande che si prova è essere non capiti solo perché prima di ammalarmi ero un fenomeno in bici da corsa oltre 140 km a uscita e questo non giustifica la malattia stessa La mia forza più grande è di affrontare il mio percorso di vita e ancora oggi corro in bici grazie
Ciao. Volevo dire alla ragazza che vi ha scritto la lettera, che la sua è una finta speranza. Io ho la fibromialgia da 5 (CINQUE) anni. Iniziare a correre è servito solo a farmi infiammare anche le ginocchia. Prima o poi toccherà anche a lei. E sono anche io in piedi fermo per lavoro tutti i giorni per almeno 6 ore, con un lavoro molto stressante e su turni. Di chilometri in bici ne facevo 140 con dislivelli di 1000 metri. Ero appassionato di triathlon e di palestra, per un certo periodo anche powerlifting, con squat profondi a 160 kg e stacchi a 180kg. La fibromialgia non ha cura e peggiora e nessuno ci crede. Fine. D'altronde nessuno ha mai detto che la vita sarebbe stata bella o facile.
Aggiungerei: abbiamo la fibromialgia? Siamo fottuti. Fine, basta. D'altronde nessuno è importante, siamo solo un essere su miliardi di miliardi esistiti nella storia. Non è poi così grave
Anche io sono una fibromialgica, diagnosi di circa tre anni fa, e anche io ho passato mesi bruttissimi tra dolori, ansia, paura di non essere più in grado di lavorare e dover cessare la mia attività lavorativa (sono una libera professionista), ricoveri inutili e farmaci inefficaci. Premetto che non avevo mai fatto attività sportiva in precedenza, un pò di palestra ma senza continuità, ho iniziato a fare attività fisica proprio come cura e ora devo dire che ci ho preso gusto, sono iscritta ad una società sportiva e sono una atleta amatoriale SF55, non avevo mai corso in vita mia ed ora mi cimento anche in qualche competizione, ovviamente data l'età e la fibromialgia non mi stresso più di tanto e non vado oltre i 10 km. Ho avuto la fortuna di trovare degli allenatori bravissimi e qualificati che conoscono la problematica e che hanno accolto la "sfida" di far correre una fibromialgica, perchè comunque il mio allenamento è diverso da quello degli altri, alcune attività sono sconsigliate. Per la mia esperienza la corsa e il fitness sono stati una vera cura non solo fisica, sto imparando ad accettare i miei limiti e a migliorare le mie capacità, con la corsa ho imparato a ragionare per obiettivi, ad essere felice se li raggiungo, a non prendermela se non li raggiungo e a ritentare. Perciò per ora non posso che essere d'accordo con Patrizia, si può migliorare e si può cambiare, noi fibromialgici in questo abbiamo comunque bisogno di aiuto perchè abbiamo tutti i nostri scheletri nell'armadio e per quanto la fibromialgia non sia una malattia psicosomatica il peso del nostro vissuto e del nostro passato influisce eccome. Può darsi che in futuro starò di nuovo male, non ci penso e per ora mi godo gli allenamenti e le gare D.V.