La serotonina favorisce l'attività fisica

Dopo un po' non puoi più smettere di correre

di Andrea Poidomani - Ven, 26/07/2013 - 10:29

Ho iniziato ad allenarmi circa tre settimane fa e, come avevo già raccontato, durante le prime settimane si incontrano diverse difficoltà come la fame smodata e l'acido lattico.

Superata però questa fase iniziale, che per me è durata due settimane ma la cui lunghezza ovviamente varia da atleta ad atleta, è come se ci si trovasse ad avere superato un gradino altissimo che ti dà subito la percezione di essere nella giusta direzione.

Ma cosa c'è subito dopo questo gradino?

In breve quello che ho avvertito io è stata la sensazione di non poter più fare a meno di correre, come se fosse quasi un bisogno fisico prima ancora che mentale. Documentandomi ho scoperto che la causa di tale sensazione comunque non è un'eccezione, ma una reazione normale del nostro organismo.

Infatti durante l'attività di fisica il corpo umano produce serotonina, un neurotrasmettitore che è comunemente conosciuto come “l'ormone della felicità”. Questo ormone miracoloso, prodotto esclusivamente dal cervello, non solo ti rende quasi dipendente dall'attività fisica stessa, ma sembra avere effetti positivi anche sulla qualità del sonno e sull'umore (da qui il nome).

Il detto recita “la fame vien mangiando”, ed è proprio quello che succede con l'attività fisica in generale e nel nostro caso la corsa: più corri, più stai bene e più vuoi correre.

Certo, tutto va anche adattato ai propri impegni, quindi al momento mi mantengo sui tre allenamenti settimanali, più una seduta di stretching nel fine settimana.

L'andatura comincia ad aumentare sensibilmente, così come i chilometri: oggi ne ho fatti 6! Lo so, sono numeri che fanno sorridere molti, ma sono piccoli traguardi personali; ognuno ha i propri, l'importante è raggiungerli!

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Ritratto di Andrea Poidomani
Laureato in informatica, dopo una lunga parentesi torinese, ritorno alle mie origini per trasferirmi in Sicilia. Da sempre sono stato appassionato di sport, ma soprattutto di atletica.
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Commenti

E' esattamente la sensazione che vivono tutti gli sportivi: la "dipendenza" da movimento fisico. Purtroppo la succitata amica, ha anche degli effetti collaterali, che si vivono nel momento in cui, prima o poi, ci si infortuna. Quando si è costretti a fermarsi, infatti, si entra in "crisi d'astinenza" e si inizia a vivere tutto con nervosismo, irascibilità, etc. A questo punto, bisogna riuscire a fare mente locale, e vivere tutto con maggior tranquillità... anche gli incrementi di allenamento ai quali il nostro fisico, inesorabilmente, ci chiama, devone essere accuratamente dosati, sempre nella piena consapevolezza che "più si va avanti, più avanti si vuole andare", riuscendo a capire che, ad un certo punto, se si vuole continuare, bisogna "rallentare" ! Come dicevano i nostri avi: "In medio stat virtus", ed anche nello sport si applica questa regola!
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