Il cross nella preparazione del podista

di Andrea Cassanelli - Lun, 02/12/2019 - 12:40
Cross? Si, grazie! Analizziamo insieme tutti i benefici che un runner può avere inserendo nel proprio calendario alcune gare di cross

Dei benefici fisiologici sotto il profilo allenante riferiti al cross ne abbiamo parlato già ampiamente in un articolo di qualche tempo fa. Volendoli richiamare velocemente, grazie al cross o se preferite corsa campestre, si andranno a stimolare la potenza aerobica, la forza e la tecnica di corsa, aspetti fondamentali per chi pratica discipline sportive.

Ho sempre percepito una certa riluttanza da parte degli atleti a svolgere questo tipo di attività. Di fondo il podista crede fermamente che per andare forte o comunque allenarsi in modo appropriato, occorra percorrere soltanto decine e decine di chilometri. Non che questo sia sbagliato, in quanto una adeguata tabella di allenamento dovrà prevedere anche delle sedute di fondo lungo lento, ma assieme a queste saranno necessarie uscite alternative che diano una scossa al nostro corpo ed apparato cardiocircolatorio. Eseguire 4 sedute da 20 km per lo più allo stesso ritmo, parlando di atleti che già corrono da tempo, non solo non ci darà alcun miglioramento, ma andrà a logorare i nostri muscoli progressivamente.


Perchè il cross

Un allenamento di corsa campestre ben strutturato ci obbligherà invece a:

  • Controllare l’intensità – Correre una distanza di 5 km in campestre non è come correre 5 km su asfalto o su pista. I ritmi saranno completamente differenti. Supponendo che il fondo sia abbastanza duro e senza grandi asperità, il solo correre sull’erba vi farà andare a parità di sforzo non meno di 5/7” al km più lenti. Figuriamoci poi se trovate fango o qualche piccolo cambio di pendenza, in qual caso diventerà estremamente difficoltoso calcolare un ritmo gara. Il consiglio è impostare un ritmo secondo le sensazioni della fatica che percepiremo.

  • Prestare attenzione – Una campestre si correrà sempre su di un fondo accidentato e non perfettamente lineare come una strada asfaltata od una pista di atletica. Anche se il percorso si svolge sempre a più giri, posso assicurarvi che difficilmente appoggerete i piedi sempre nello stesso punto, quindi occorre sempre essere estremamente vigili ed attenti per evitare distorsioni alle caviglie.


  • cross

  • Gestire lo sforzo – Inutile illudersi, la fatica arriverà inesorabilmente, come se vi trovaste al 18 km di una maratonina od al 35° di una maratona. Secondo quale terreno starete affrontando, oltre all’affaticamento respiratorio, avrete anche quello muscolare e qui dovrete essere molto bravi voi a trovare il punto limite di gestione della fatica fino al traguardo.


Credo che sia di uso comune nelle scuole superiori far correre le campestri ai ragazzi e magari molti di voi hanno più o meno bei ricordi di questa pratica, quindi perché non correre su terreni differenti da quelli soliti in memoria dei bei tempi passati?

Anche se siete in città, avrete di certo un parco nei paraggi. Dopo averne esplorato il perimetro, per verificarne la presenza di buche o pericolosi ostacoli, perché non organizzare una seduta di corsa sull’erba di quel parco approfittando dei benefici che questa ci porterà?

Di contro se abitate in campagna od ai margini di qualche bosco siete più fortunati e vi basterà imboccare una carreggiata sterrata od un sentiero, evitando radici, sassi e buche, per sentire lavorare subito i piedi in modo diverso.

Ritratto di Andrea Cassanelli
Atleta e Tecnico Fidal tesserato per la S.G. La Patria Carpi
Profilo Twitter

Scrivi un commento

Accedi o Registrati per inserire il tuo commento.
X

Ricevi un nuovo articolo ogni settimana

Iscriviti alla Newsletter