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Consigli utili per allenarsi a correre sulla sabbia

di Salvatore Pisana - Gio, 09/04/2015 - 19:11
A chi abita vicino al mare o chi in estate va in zone balneari, diamo dei consigli per svolgere efficacemente degli allenamenti di corsa sulla sabbia.

A chi abita vicino al mare o chi in estate va in zone balneari, diamo dei consigli per svolgere efficacemente degli allenamenti di corsa sulla sabbia.

Analizzando da vicino la corsa in spiaggia si possono fare le seguenti considerazioni: dal punto di vista psicologico ha sicuramente il suo fascino, una corsa su una bella spiaggia al mattino presto oppure alla luce del tramonto, anche da soli, sicuramente gratifica molto. Dal punto di vista tecnico, questa pratica va usata con parsimonia e con le dovute accortezze. Infatti, anche se da una lato il correre sulla sabbia massimizza gli effetti dell’allenamento e costituisce una buona metodica per lo stimolo propriocettivo dagli arti inferiori, il rovescio della medaglia è che la corsa sulla sabbia può essere causa di traumi. I maggiori pericoli sono soprattutto per l’articolazione della caviglia, del ginocchio e per i tendini.

Ecco quindi a cosa bisogna prestare attenzione:


- la corsa sulla sabbia richiede un impegno veramente notevole per il tricipite surale che può andare incontro a contratture, distrazioni o addirittura a strappi se la corsa è svolta a certe intensità;


- per chi corre a piedi nudi, attenzione, perché varia completamente l’assetto di corsa: essendo ormai abituati alle protezioni tipiche delle scarpe specifiche, il rischio è di incorrere in problemi muscolari una volta che si torna a correre su terreni duri e compatti;


- un’altra fonte di rischio è determinata dal fatto che correndo sul bagnasciuga si finisce per correre in pratica su un piano inclinato finendo per sollecitare in modo asimmetrico i piedi e le caviglie;


- è opportuno correre sulla sabbia bagnata che, rispetto alla sabbia asciutta, offre un migliore appoggio e alleggerisce il lavoro di articolazioni e muscoli;
si eviti di correre su percorsi fortemente sabbiosi e in pendenza come le dune;


- non è detto che per correre sulla sabbia sia necessario ricorrere a scarpe da running, tenuto conto che il terreno non è particolarmente duro, non c’è la necessità di assorbire gli impatti come su terreni duri;


- si eviti di correre scalzi; oltre ai motivi già elencati si corre il rischio di ferirsi con oggetti che potrebbero essere rimasti sul terreno (pezzi di vetro o di metallo, arbusti ecc.);


- si eviti anche la corsa con le sole calze da running; l’effetto protettivo è praticamente inesistente e, in più, lo sfregamento può provocare vesciche alle dite dei piedi, inoltre il piede umido può creare un ambiente che favorisce l’attecchimento di agenti infettivi come i funghi.


Negli ultimi anni si sono sviluppate varie metodiche di allenamento sulla sabbia, dalla corsa lenta classica a lavori specifici. Ad esempio c’è chi svolge degli allunghi sul bagnasciuga anche sotto forma di lavoro intervallato. Altri invece corrono a velocità sostenute distanze dai 100 ai 400 metri sulla sabbia asciutta con recupero passivo. Altri svolgono lavoro di fartlek correndo dei tratti blandi su bagnasciuga e tratti veloci su sabbia asciutta. Infine c’è chi corre a piedi scalzi in riva al mare, con l’acqua che arriva poco sopra il piede. Come è facile intendere tutte queste metodiche sono traumatiche e quindi devono essere usate con cautela e in modo graduale.

Ritratto di Salvatore Pisana
Laureato in scienze motorie, è allenatore di mezzofondo di fama nazionale
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Commenti

Secondo il mio parere correre sulla sabbia di qualunque consistenza compresa la ghiaia è una metodica di allenamento importantissa sia come potenziamento sia x rinforzare i legamenti della caviglia e quelli plantari , praticamente tutto il piede , infatti le sollecitazioni rinforzano le strutture ossee , tendinee e legamentose cosa che non potra mai avvemire con la corsa rettilinea,