Running Italia

Atletica, podismo e allenamento per i runners

I benefici della corsa in scia

di Salvatore Pisana - Gio, 02/07/2015 - 11:32

Negli ultimi anni in molte manifestazioni podistiche, in particolar modo maratone e mezze maratone, è sempre di più presente la figura della lepre o pacemaker. Sia i top runner che i master di qualsiasi livello, si affidano a questa figura perchè vogliono impostare il giusto ritmo. L’obiettivo è di evitare di dare troppo nella fase iniziale e rischiare di arrivare alla fine sulle ginocchia (nei casi peggiori di non arrivare), o per evitare di arrivare freschi e di avere tante energie inutilizzate durante la gara. Oltre a questo, recenti studi svolti da Giuseppe Carella (responsabile del mezzofondo prolungato del C.S. Aeronautica Militare) coadiuvato dal prof. Piero Incalza, hanno dimostrato che la corsa in scia dà diversi benefici.

Lo studio effettuato ha dimostrato che mettendosi dietro all’avversario, o il pacemaker in gara, può veramente avere effetti favorevoli dal punto di vista fisiologico, psicologico e meccanico. Analizziamo questi tre aspetti.


Per quanto riguarda il beneficio fisiologico, la scia riduce la resistenza frontale dell’aria e questo condiziona la spesa energetica che si ripercuote su consumo d’ossigeno, frequenza cardiaca e flusso ventilatorio.

Dal punto di vista del beneficio psicologico, è facile intuire che la scia riduce la percezione della fatica ed è un importante aiuto mentale soprattutto in competizioni di lunga durata come le maratone o le mezze maratone, o anche in competizioni più brevi dove però il ritmo è sostenuto.

Infine, per quanto riguarda il beneficio meccanico, è strettamente correlato al beneficio fisiologico: con l’aumentare del grado di affaticamento vi è un naturale scadimento dell’aspetto meccanico della corsa. I muscoli pian piano perdono di brillantezza e questo grava sul dispendio energetico.


Lo studio conferma che correre dietro ad un altro atleta permette di abbattere in parte il costo extra, derivante dalla resistenza dell’aria, di almeno il 2% e gli atleti sono consapevoli che è più facile correre dietro a qualcuno piuttosto che correre da soli. Quindi, a fronte di una riduzione totale del 2% dei valori fisiologici, si potrebbe anche ipotizzare un miglioramento diretto del 2% anche in termini di prestazione che, in maratona porterebbe ad un risparmio o ad un peggioramento (senza l’utilizzo delle lepri) di ben 148 secondi al ritmo dell’attuale record del mondo.

Le prestazioni su competizioni di resistenza, pur se dipendenti da vari fattori, sono strettamente correlate con i presupposti energetici. La loro efficacia aumenta con l’aumento dell’economia dell’utilizzo di energia. Ecco perché quando si assiste ad un’impresa cronometrica dove si cerca di battere un record del mondo, in gara è presente una lepre e l’atleta che cerca di battere il primato sta dietro e si fa trascinare.

Quindi se avete un avversario diretto che viaggia sui vostri stessi livelli, il consiglio è di mettersi dietro e cercare di consumare meno energie possibili per averne a disposizione fino alla fine.

Ritratto di Salvatore Pisana
Laureato in scienze motorie, è allenatore di mezzofondo di fama nazionale
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