Running Italia

Atletica, podismo e allenamento per i runners

Red Bull 400, la gara breve più ripida del mondo

di Matteo Parmesan - Lun, 26/06/2017 - 16:47
400 metri di lunghezza, sviluppati su un dislivello di 135 metri: questa è la Red Bull 400, la gara breve più ripida del mondo. Matteo Parmesan ci racconta i suoi allenamenti per affrontare questa sfida
Red Bull 400

Red Bull 400. Photo Credit: Red Bull


400 metri di lunghezza, sviluppati su un dislivello di 135 metri: questa è la Red Bull 400, la gara breve più ripida del mondo, che si terrà per la prima volta in Italia Sabato 1 Luglio nella Val di Fiemme. Matteo Parmesan, giovane amante della montagna, ci racconta i suoi allenamenti per affrontare questa sfida.


Cari lettori, sono Matteo Parmesan, ho 27 anni e vivo in Trentino, una terra ricca per chi come me ama la natura e gli sport outdoor; vivo la montagna a 360° e chi mi conosce sa quanto tempo ho dedicato a questa passione e se sta leggendo l’articolo probabilmente starà sicuramente facendo "Si" con la testa; oggi assieme a Running Italia vi parlerò di un'interessante competizione: la Red Bull 400.

Già da qualche anno il marchio della più famosa bibita energetica organizza questo evento in vari stati del mondo, ma sarà la prima assoluta in Italia. Il percorso è un po’ bizzarro dato che si dovrà percorrere in senso contrario il trampolino di salto con gli sci.

La lunghezza è di soli 400 metri, ma basta pensare al dislivello di 135 metri e al punto di massima pendenza che è del 78% per rendersi conto di quanto impegno sia necessario per affrontare questa sfida. Io prenderò parte alla categoria Full Distance Man.



Red Bull 400

Matteo nel campo di allenamento con pendenze e dislivello simili alla Red Bull 400 (pista nera località San Valentino)


Non ho mai partecipato a competizioni agonistiche perché lo sport ma soprattutto la montagna, per come la vivo io, non è gara né competizione. In montagna non ci sono né vinti né vincitori. Non sono uno skyrunner né ultratrailer, se proprio devo confrontarmi, l’unica sfida è sempre e solo con me stesso. Fare più dislivello in meno tempo possibile.

Non ricordo il momento esatto in cui è nata questa mia passione, la montagna la ho nel sangue. Sono nato e cresciuto in Trentino alle porte delle Alpi; non può essere altrimenti. Indubbiamente il grande passo l’ho fatto quando ho preso contatto con le Dolomiti. È stato un amore incondizionato, sono il mio angolo di paradiso, mi hanno cambiato interiormente; ad oggi posso dire di aver salito quasi tutte le vette più alte per ogni gruppo dolomitico.

Quella che porterò sempre nel cuore è senz’altro la Regina Marmolada, salita dal ghiacciaio il 31 dicembre 2016 con oltre 20 chili sulla schiena. Abbiamo passato la notte di capodanno a quasi 3400 metri, il punto più alto delle Dolomiti; pernottare in bivacco con le temperature glaciali e in un luogo isolato senza alcun tipo di comfort al quale siamo abituati è un’esperienza che ti lascia il segno. Ci vorrebbero giorni per raccontare veramente cosa la montagna realmente significhi, è qualcosa di profondo, ma siamo qui per altro quindi non vi annoio e vi racconto da dove è nata la mia decisone di partecipare a questa sfida verticale.



Red Bull 400

Osservando il panorama delle Piccole Dolomiti dopo una fantastica salita su neve dal versante di Vallarsa


Innanzitutto le manifestazioni promosse da Red Bull sono eventi di per sé ricchi di spettacolo e alto tasso di adrenalina, poi se mettiamo in conto che lo fanno nella mia terra ed è basato su di una disciplina che amo non potevo non prendervi parte. Mi piace vivere da protagonista e non farmi raccontare le esperienze vissute dagli altri, amo le sfide che per molti sono impossibili e quasi sempre inconcepibili: più una cosa è difficile da raggiungere e diversa dall’ordinario e più mi attrae. Sono fatto così, voglio raggiungere il limite in ogni cosa che faccio anche se non sempre si è rivelata una scelta giusta.


Circa un paio di mesi fa, una normale mattina lavorativa presi una pausa, scorrendo la bacheca di Facebook mi imbattei sull’annuncio di questa incredibile gara, la Red Bull 400. Credo si trattasse della pagina della Gazzetta dello Sport, nemmeno il tempo di leggere l’articolo per intero che già avevo deciso di iscrivermi e convinto della sua partecipazione corsi subito ad informare il collega nonché amico Stefano. Mi guardò un po’ perplesso e dopo pochi istanti di silenzio ridendo mi disse: “Facciamolo!”. Tempo qualche giorno ed i giochi erano fatti, incuranti della reale situazione con cui avremmo dovuto fare i conti.


Matteo durante un allenamento sopra i 2.000 metri


Metà maggio, con molto ritardo iniziano le prove, ho un allenamento che è l’esatto opposto: negli anni ho sviluppato una gran resistenza infatti cammino anche 10-15 ore in montagna, ma qui si tratta di dare tutto in 5 minuti; è una gara esplosiva quindi capii subito che le solite uscite alpinistiche, le endurance in mtb e la corsa in piano non erano efficaci; avevo bisogno di qualcosa di più mirato, un allenamento specifico. Fu allora che presi in considerazione di allenarmi lungo una pista da sci “nera”. Qualche misurazione per ricreare un percorso più verosimile al trampolino e via.


I primi 80 metri in piano poi su, 320 metri con un grado di inclinazione molto accentuato; un passo dopo l’altro e il corpo comincia a trasformarsi, i muscoli si irrigidiscono, i polmoni chiedono sempre più ossigeno, più di quanto non sia in grado di inalare, il cuore batte fino a 4 volte più veloce, le energie si esauriscono in breve.

Inizialmente sono rimasto scioccato dall’immenso sforzo che occorreva per la salita. Ricordo che la prima volta impiegai 8’40”, poi di volta in volta vedevo il cronometro fermarsi sempre prima: 8’01”, 7’32”, 6’49” e così via.



Red Bull 400

A sinistra, Matteo durante la scalata della cresta nord-est della Presanella, a circa 3.500 metri di quota. A destra, Matteo mentre pratica hike & fly


Una gioia vedere che gli sforzi venivano ripagati giorno dopo giorno, miglioravo a vista d’occhio e scoprii che la fatica è solo temporanea, a volte quasi immaginaria se scopri come domarla.

Ora, in soli 20 giorni sono arrivato a 6 minuti. Quasi il doppio del record del mondo ma non importa. Trovare la forza e lo stimolo di allenarmi dopo il lavoro è dura, ma la motivazione è alle stelle.

Certo non ho grandi pretese per la gara, anche se il mio obiettivo è qualificarmi per la manche finale, ce la metterò tutta: sarebbe un grande traguardo entrare nei top 50!


Per partecipare alla Red Bull 400 non ho cambiato solamente i miei allenamenti ma ho anche cambiato drasticamente la mia dieta, o meglio forse per la prima volta ne ho iniziata una vera.


Ci saranno alcuni dei runner più forti al mondo, atleti olimpionici, il detentore del record di questa disciplina e tanti skyrunner. Certo questo mi spaventa e non poco, ma se non si ha il coraggio di confrontarsi con i migliori non si può crescere, gareggiare con loro mi aiuterà a migliorare il mio livello atletico e per male che possa andare arriverò sicuramente prima di chi non ci ha provato.

Comunque vada, nel peggiore dei casi, avrò preso parte a una sfida che in pochissimi hanno avuto il coraggio di affrontare. Sarà un’avventura sotto molti aspetti, anzi lo è già stata perché senza questa gara non mi sarei mai allenato così duramente.



Red Bull 400

La vastità del Lago di Garda visto dall'alto, dopo un trail in mtb


Chi prenderà parte a questa sfida verticale è un vero guerriero: basti pensare che i 400 metri piani vengono definiti il giro della morte, aggiungete la ripidità del percorso e per affrontarlo occorreranno velocità e resistenza, ma soprattutto ci vuole la grinta di arrivare in cima nonostante la fatica.

Requisiti fondamentali oltre ad un buon allenamento, sono la voglia di mettersi in gioco e la determinazione di chi non ha paura di soffrire.

Dopo tutto, la Red Bull 400 è una corsa che chiunque può affrontare, non offre particolari difficoltà tecniche, la cosa difficilissima è percorrerla nel minor tempo possibile, la parte dura sta esattamente nel saper concentrare tutte le forze in quei 5 minuti. Se arrivi in cima al trampolino e ti reggi ancora in piedi allora sai di non aver dato il massimo.


Ringrazio la redazione di Running Italia per lo spazio dedicatomi.

Seguirà un resoconto della gara e se riesco giro un video “onboard” della salita con la GoPro.

Ciao a presto!


Red Bull 400: la ricognizione del percorso della tappa italiana che si terrà nella Val di Fiemme


Lavoro presso Bonfiglioli Mechatronich Research. Sport e attività outdoor principali: alpinismo, speed hiking, mtb e pesca. Pratico anche hike & fly insieme a mio fratello, che è un esperto pilota di parapendio. Questa disciplina consiste nel...

Scrivi un commento

Accedi o Registrati per inserire il tuo commento.