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Atletica, podismo e allenamento per i runners

Perché farsi seguire da un Personal Trainer

di Running Italia - Ven, 25/08/2017 - 09:19
Il personal trainer, un professionista in grado di seguire in modo completo la preparazione atletica di un runner per il raggiungimento dei suoi obbiettivi

Il numero di persone che pratica la corsa è in continua e costante crescita, e chi di voi partecipa a gare podistiche da diversi anni avrà notato come il numero di partecipanti, qualunque esso sia l’evento, è in costante aumento.

Di pari passo cresce l’offerta rivolta ai runner: non si contano più le app che promettono di seguirti nei tuoi allenamenti, indicandoti passo passo quello che devi fare, così come è sempre più facile trovare online le famigerate “tabelle” di allenamento, panacea apparente di tutti i neofiti della corsa.

In questo panorama c’è anche chi, tasche permettendo, pensa di rivolgersi ad un personal trainer. Allora vediamo assieme quali potrebbero essere gli aspetti positivi di un professionista che si dedica alla nostra preparazione.


1. Ti aiutano a definire i tuoi obiettivi (in modo realistico)

E’ facile farsi prendere dall’entusiasmo iniziale e pensare, da assoluti principianti, di poter preparare una maratona in 4 mesi, o di riuscire a perdere 10 chili in poche settimane solo grazie alla corsa. Il personal trainer in questo caso analizzerà la vostra situazione insieme a voi (stato di forma, altezza, peso, età, etc) e vi aiuterà a definire degli obiettivi realistici.


2. La costanza

Così come è facile farsi prendere dall’entusiasmo, è altrettanto facile scoraggiarsi alle prime difficoltà, o magari farsi vincere dal divano, acerrimo nemico del podista in erba.

Un bravo personal trainer saprà tenere alta la vostra determinazione, vi invoglierà a non lasciarvi prendere dalla pigrizia e soprattutto vi darà una costante chiave di lettura reale dei progressi che state raggiungendo, ricordandovi sempre che non si ottiene nulla dall’oggi al domani. Sembrano dei concetti scontati, ma avere qualcuno che ve li tenga sempre ben presenti porta i suoi frutti. Ah....e poi l’avete magari già pagato, quindi...



personal trainer

3. Ritoccare il programma di allenamento

“Oggi avevo in programma fondo lento 20km, ma anche se al 16° ero a pezzi, ho voluto completarli tutti” Il rischio è poi quello di essere troppo stacanovisti e pensare che il raggiungimento del nostro traguardo passi esclusivamente dal seguire alla lettera il programma; niente di più sbagliato! Capita, soprattutto a chi è agli inizi, di non saper ascoltare il proprio corpo e di non capire quindi quando è il caso di rifiatare. Il personal trainer sarà quindi “l’orecchio” che ascolterà per noi le nostre sensazioni (nei limiti ovviamente), insegnandoci a percepire le sensazioni del nostro organismo, ma anche pronto a variare il nostro programma ad-hoc secondo il nostro attuale stato. In questo modo non solo arriveranno prima i risultati sperati, ma in molti casi eviteremo gravi infortuni.


4. Qualche consiglio sull’alimentazione

Un buon personal trainer sa di non essere un nutrizionista e non si sostituirà mai a quella figura. Nonostante ciò, è in grado di darci dai consigli validi su cosa mangiare/bere e cosa non, facendo quasi le veci della nostra coscienza.


Come individuare il proprio personal trainer?

Non è affatto semplice, ma ci sono un paio di regole chiave da seguire. Innanzitutto il professionista a cui ci stiamo rivolgendo deve essere in possesso di un certificato rilasciato da uno dei validi corsi personal trainer. Seconda regola, importantissima, dovete sentire che c’è reciproca empatia.


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